Tutti perseguitati con il pane degli altri, mentre la crisi morde piovono finanziamenti sulle associazioni gay.

Mentre a margine del convegno: “Difendere la famiglia per difendere la comunità”, veniva a galla tutta l’ipocrisia della sinistra milanese, accorsa in massa a contestarlo, dopo avere solidarizzato con gli organizzatori per le offese subite, qualcuno (Il Giornale) si è preso la briga di verificare chi sia veramente a privare il suo prossimo di ciò che gli spetta.

Chiunque abbia assistito al convegno può testimoniare vi si è parlato solo di famiglia e di aiuti ad essa destinati. Nessuna tesi omofoba né l’attribuzione d’origini patologiche all’omosessualità. Gli unici ad accennarvi sono stati i sostenitori delle associazioni gay che all’interno e all’esterno della sala hanno cercato di buttarla in caciara, fortunatamente senza riuscirci. Per evitarlo, è stato però necessario impiegare un consistente e costoso contingente di forze dell’ordine, che hanno bloccato i tentativi dei contestatori d’impedire il regolare svolgimento dei lavori. Un costo caduto sulle spalle dei contribuenti milanesi, andando a sommarsi alle abbondanti prebende che la “giunta” Pisapia è solito erogare alle associazioni omosessuali.

Infatti, mentre parte degli omosessuali (solo quelli facenti riferimento ad associazioni di sinistra) fanno i “piangina”dicendosi vittime di persecuzioni inesistenti, con il solo scopo di alzare la posta nel piatto dei diritti per ottenere come ricompensa “morale” ulteriori finanziamenti, altri fanno la fame perché di soldi non ce ne sono più. Fra questi affamati e senza casa probabilmente anche molti gay che, anche se colpiti dalla crisi, hanno avuto il buon gusto di non usare le proprie scelte sessuali per ottenere maggiori privilegi rispetto a chi si è trovato nella loro stessa situazione. Una situazione drammatica, che associazioni come “Pane quotidiano” e “Exodus-sos Stazione centrale” cercano di affrontare nonostante le ristrettezze economiche in cui sono costrette dal Comune, che ha assegnato alla prima 10.000 euro per tutte le attività svolte nel 2014 e alla seconda 5.000 euro per assistere tutto l’anno i clochard milanesi. Cifre già di per se ridicole, ma indegne se rapportate a quanto assegnato alle associazioni omosessuali per le proprie attività “ludiche”.gay-pride2

Vediamoli nello specifico questi finanziamenti, così come li ha elencati “Il Giornale”: “La giunta Pisapia nel 2011 ha iniziato il mandato con un gesto chiaro: l’assegnazione a pochi giorni dalle elezioni del patrocinio al Gay Pride. Ma da allora, oltre al logo sono piovuti un sacco di fondi sulle associazioni Lgbt. Nel 2012, per dire, il Comune ha stanziato 12mila euro per il festival teatrale «Illecite visioni» organizzato in collaborazione con Arcigay su tematiche omosessuali. Altri 30mila euro sono andati sempre ad Arcigay Milano per il festival Mix-Milano, rassegna cinematografica a tema gay-lesbico durato 7 giorni. Il 2013 si è chiuso con un regalo di Natale grande come una casa. Anzi, come un palazzo (in stile liberty): l’assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino ha aperto in via De Amicis la Casa dei Diritti, valore dell’immobile comunale stimato in circa 4 milioni di euro. Tra gli eventi in calendario, ha spiccato la performance di «bondage e sottomissione»”.

E ancora: “la giunta nonostante la spending review continua a essere generosa con le associazioni arcobaleno. All’ultimo «Gay pride 2014» ha concesso fondi per la pubblicità su Radio Popolare, i gadget e persino per accompagnatori dedicati ai non vedenti che volessero partecipare al corteo. Nelle giunte di fine anno è stato concesso, post evento, un contributo di 20mila euro al Centro di iniziativa Gay per il festival del cinema Gay lesbico e queer che si è tenuto dal 19 al 23 giugno al Piccolo Teatro. Altri 2mila euroall’associazione Arcilesbica Zam Milano per l’iniziativa «Welcome Home», 3mila euro al festival Lesbiche Fuorisalone che si è tenuto dal 26 settembre al 5 ottobre. Per finire (forse) ha affidato con trattativa privata diretta ad Arcigay la gestione del Mercatino di Natale in via Lecco (e 2.450 euro di aiuti)…”.

Insomma, è facile fare i perseguitati con il pane degli altri, viene voglia di esserlo anche a noi se rende così bene.

Otello Ruggeri per Milano Post