La notte degli onesti imbrattatori.

settimanale tempi

Immagino lo sforzo titanico fatto da molti esponenti di centrosinistra e quotidiani “progressisti” per esprimere solidarietà al settimanale Tempi. Dopo essersi riempiti per giorni la bocca con la libertà di stampa e pensiero, non potevano esimersi dal condannare le scritte comparse nottetempo sulla redazione della testata organizzatrice del convegno: “Difendere la famiglia per difendere la comunità”, contro di cui si sono scagliati fino a un paio di giorni fa. Paradosso nel paradosso, la scritta: “Merde omofobe e sessiste” non fa altro che riassumere in modo poco urbano il succo del loro pensiero e, se vogliamo dirla tutta, i concetti più volte espressi dalle vignette di Charlie Hedbo su cui hanno di recente basato il loro concetto di “libertà d’espressione”.

Dopo avere assistito alla campagna denigratoria messa in piedi da sinistra per screditare organizzatori e partecipanti, nel tentativo di censurare un incontro in cui si vogliono solo ribadire dei valori, senza esprimersi sulle scelte altrui, fatico a credere nella loro sincerità. Se non fosse stato per la fermezza di chi in questi valori vuole conservarli, il boicottaggio, fatto a suon di accuse di omofobia sarebbe sicuramente riuscito, alla faccia della libertà di espressione. Mi chiedo con quale faccia gli stessi che hanno presentato interrogazioni in sede istituzionale e organizzato contromanifestazioni, possano dirsi dispiaciuti, se non condannando anche se stessi che quelle scritte le hanno ispirate. Vedremo quanti di loro, che lo avevano annunciato, avranno il coraggio di presentarsi a protestare davanti alla sala convegni dopo quello che hanno detto ieri.

Nulla di cui stupirsi, è solo l’ennesima espressione dell’ipocrisia che permea la politica italiana, senza risparmiare nessuno schieramento. Ieri “tutti Charlie”, compresi quelli che avrebbero voluto vederlo chiuso, oggi tutti solidali con Tempi, compresi quelli che gli avevano rivolto le stesse offese che condannano. Roba da finire le lampade in cerca di un uomo onesto, che in fondo in questa storia solo di notte si sarebbe potuto trovare: l’autore di quella scritta sul muro, almeno lui, anche se vilmente, ha scritto quello che pensa per davvero.

Otello Ruggeri per Milano Post