Musulmani milanesi, meno gesti e più sostanza.

Milano 9 Gennaio – La prima dimostrazione di difformità con i metodi dell’islam radicale che ci attenderemmo dalle associazioni di musulmani milanesi, non sono i gesti doverosi quanto propagandistici cui la sinistra milanese ha deciso di prestare il fianco, quanto l’adeguarsi alle nostre regole, quali: il non pretendere di scrivere i bandi cui si partecipa. Vedere il presidente del Coordinamento Associazioni Islamiche Milanesi, Davide Piccardo, presentarsi all’ambasciata francese a esprimere solidarietà in compagnia dell’Assessore Majorino, poche ore dopo avere contestato la composizione del “Bando moschee”, ci è sembrata l’apoteosi dell’ipocrisia, dopo lo “scontro” avvenuto fra loro in mattinata.piccardo-majorino

Nella conferenza stampa convocata dagli islamici del CAIM, proprio nelle stesse ore in cui si perpetrava il massacro a Parigi, Piccardo ha invitato la Giunta Pisapia – di cui non siamo certo dei sostenitori – a cancellare dal bando “aspetti problematici e da ritenersi illegittimi”. In soldoni, tutte quelle norme che potrebbero impedire l’assegnazione degli spazi all’associazione che presiede. Se Piccardo vuole dimostrarsi rispettoso delle nostre leggi, è bene tenga presente che mai si era visto il partecipante a una gara pubblica volerne dettare le regole. In Italia i criteri di un bando li decide chi lo redige, non chi vi partecipa, questi al massimo vi si deve adattare, sapendo che se non saranno rispettati potrà fare ricorso. Dopo, non prima!

Sono molti i punti che non soddisfano l’associazione, ma uno in particolare dimostra la poca dimestichezza con la legislazione italiana: “Si ritiene troppo piccola l’area messa a disposizione in via Sant’Elia per la preghiera” contestano gli islamici. Premesso che, partecipare a un bando è una facoltà, se quanto è messo in “palio” non è di loro soddisfazione nessuno li obbliga a farlo. Un atteggiamento supponente, perché presume a priori che l’area sarà assegnata a loro, che alla pretesa di stabilire le regole, aggiunge quella di decidere “l’oggetto”, come se Impregilo contestasse il bando di assegnazione per i lavori di un tratto autostradale dicendo che vorrebbe farlo lungo il doppio. Un’altra cosa mai vista.

Lamentele che colpiscono chi l’ha voluto, in particolare l’assessore Majorino, che ha giustamente rispedito al mittente i rilievi e sembrano tradire il malcontento per il tradimento di una promessa, che non poteva essere fatta e che ci auguriamo non ci sia stata. Il Comune ha giustamente messo a bando ciò di cui disponeva, chi è interessato di quello si accontenti. Farlo sarebbe la dimostrazione di una vera volontà d’integrarsi con la civiltà occidentale. Un processo che non può passare solo attraverso a ciò che diamo per scontate, come il non comportarsi da integralisti e mostrare solidarietà per le vittime di un crimine, ma anche – e soprattutto – nell’accettazione di regole, norme e leggi della nostra società.

Otello Ruggeri per Milano Post