Paese che vai Stalingrado che trovi.

Nell’Unione Sovietica del socialismo reale, cui sicuramente s’ispira la maggioranza in Consiglio Comunale a Sesto San Giovanni, la “Duma” si occupava di far avere una – seppur piccola – casa a tutti quelli che si allineavano con il pensiero del partito comunista. In quella che è da sempre definita la “Stalingrado d’Italia”, è il capitalismo reale a prendere il sopravvento su un socialismo che a quanto pare è solo di facciata.

A denunciarlo è il capogruppo di Forza Italia, Roberto Di Stefano, che si unisce alla protesta dell’Unione Inquilini dopo la decisione del Sindaco Chittò di mettere in vendita ben 50 appartamenti di proprietà pubblica. “Nulla in contrario sulla vendita di per sè”, dichiara il forzista, “anche se la finalità non è raccogliere fondi per realizzare nuove abitazioni, come indicato dalla maggioranza, bensì andare a coprire quel buco da tre milioni di euro generato dagli inquilini morosi”.

Il problema nasce nei criteri per individuare gli inquilini – spiega Di Stefano – che dovranno acquistare casa. Gli immobili difatti fanno riferimento a numerosi anziani, cui certamente spetta il diritto di prelazione, ma dovranno accendersi un mutuo per non essere spostati. Questo è un vero ricatto verso i più deboli”. “E’ un fatto paradossale – prosegue il consigliere azzurro –  perché chiedere a delle persone che ormai vivono da anni in questi stabili di acquistare la casa in cui già abitano, creando loro forti disagi? A me sembra folle proporre a delle ottantenni che abitano in una casa a canone sociale, o moderato, di comprarla. Le banche gli farebbero un mutuo alla loro età?”.

E’ chiaro – conclude Di Stefano  – che l’Amministrazione comunale stia cercando di scaricare le sue responsabilità su altri, invocando il rispetto della Legge Regionale che consente di mettere in vendita il patrimonio pubblico nella misura del 20%, che affida al Comune la decisione dei criteri per individuare gli immobili e qui quelli scelti sono completamente sbagliati, in quanto per fare cassa si sono persi di vista i veri bisogni delle persone”.

Che dire: non ci sono più i comunisti di un tempo. Nemmeno a Sesto San Giovanni.

Otello Ruggeri per Milano Post