Cancellate dalla storia quelli che vorrebbero cancellare il Natale.

Vorrei essere capace di scrivere un bell’articolo pieno di gioia e buoni sentimenti, ma proprio non mi riesce mentre ci apprestiamo a trascorrere uno dei Natali più tristi dell’intero dopoguerra, sicuramente il peggiore che io ricordi a Milano. Un Natale negato dalla crisi economica e da una “giunta” che ha fatto di tutto per nasconderne i simboli. Poche luminarie, rari presepi, il “bianco Natale” mutato in “bianco inverno”, con i milanesi sempre più poveri, che percorrono le strade di una città dove si notano ben poche differenze con un qualsiasi altro giorno dell’anno. Un clima opprimente che ci impedisce di dare sfogo alla gioia che sentiamo dentro di noi, salvo in rete ovviamente, dove abbondano i messaggini melensi di quelli che sentono il dovere di “apparire” per forza felici.

Nulla a che vedere con i festeggiamenti della nostra infanzia e con quelli che allora sognavamo avremmo vissuto da adulti. La fortuna non è stata dalla nostra parte, ma anche noi abbiamo le nostre responsabilità. Per comodità e interesse, abbiamo permesso alla politica di abusare del proprio ruolo pentendocene oggi quando oramai è troppo tardi. Lo stesso errore che stiamo commettendo nel non opporci con decisione ai tentativi di cancellare il messaggio di speranza e fratellanza che l’avvento di Cristo porta nella nostra società. Se non sapremo reagire alla deriva voluta da alcuni, c’è il rischio che all’impossibilità di avere una vita dignitosa a causa dalle ristrettezze economiche, si aggiunga lo smarrire per sempre i valori e l’identità culturale che da sempre ci contraddistingue.

Non lasciate che oltre alle luminarie nelle strade spengano anche la luce che è in voi. Gesù Cristo fattosi uomo si è immolato su una croce per accenderla, non rendete vano il suo sacrificio né la vostra vita. Quelli che di voi non credono non si sentano immuni da quanto sta accadendo, la povertà in cui ci hanno catapultato colpisce indifferentemente atei e fedeli. Quelli portati dal Messia, che fosse figlio di Dio o solo un uomo di buona volontà, sono valori universali che hanno permeato la nostra società per secoli, rendendola migliore. Rendendoci migliori. Se andranno perduti noi lo saremo con loro. Continuate quindi a battervi per una vita migliore, opponendovi a chi vi vorrebbe poveri, senza storia né valori per controllarvi meglio. Saranno loro a perdere, non sarà domani, probabilmente nemmeno l’anno prossimo, ma alla lunga, come capita a tutti i dittatori da operette, finiranno nei libri di storia, mentre voi la scriverete.

Mi raccomando, non arrendetevi mai. Come disse l’apostolo Paolo ai suoi confratelli e molti secoli dopo ripeté più volte ai suoi lettori Vermont Royster, direttore del Wall Street Journal: “Rimanete saldamente ancorati alla libertà che Cristo vi ha donato e non fatevi più imprigionare dalla schiavitù”. Auguro a tutti voi un sereno Natale in compagnia delle persone che vi sono care.

Otello Ruggeri per Milano Post