Fuga verso l’opportunità. Sbagliano i conti i Consiglieri di Zona che aderiscono (o aderiranno) alla Lega per interesse personale

Non conoscendo i consiglieri di zona dell’UDC che hanno deciso d’aderire alla Lega, c’è difficile giudicare la bontà delle loro intenzioni, né con quanta convinzione abbiano sposato le idee del partito di Salvini. Ci auguriamo però che chi fra i “lumbard” doveva accertarsene, lo abbia fatto con attenzione, perché qualche dubbio sulla loro “conversione” pensiamo fosse doveroso porselo. Chi sembra non avere dubbi sulle loro motivazioni è Lorenzo Annoni, del CDU di Milano, che le ha commentate così: “Il recente cambio di fronte dei due consiglieri di zona non è il sintomo di un’attrazione verso la Lega Nord, ma solo una scelta individuale dettata da considerazioni personali”e ancora “e da loro calcoli su un’eventuale scalata individuale in un partito, quello della Lega Nord, dato ora in forte crescita”.

Conosciamo invece bene chi in questi giorni sta valutando di percorrere la stessa strada partendo dai banchi di Forza Italia, provando a convincere altri consiglieri forzisti a seguirlo. In questo caso qualche informazione agli “amici” della Lega potremmo anche darla. La prima – ma pensiamo lo sappiano benissimo anche loro – è che non è certo una sopravvenuta condivisione d’intenti a muoverlo, bensì il timore di non avere più l’elezione garantita rimanendo dove si trova ora. SI tratta di maneggi e abboccamenti che stanno avvenendo sotto gli occhi di tutti, offrendo a Forza Italia e Lega l’occasione di chiarire definitivamente quale sia il loro atteggiamento verso certi comportamenti.

Forza Italia, i cui probiviri fanno da sempre le ragnatele sui loro scranni virtuali, ci guadagnerebbe molto nell’immagine se, con un moto d’orgoglio, per una volta espellesse dal movimento, prima che se ne vada da sè, chi palesa di volerlo abbandonare per inseguire i propri interessi. Non andrebbe sprecata un’opportunità come questa di fare pulizia, liberandosi dei carrieristi interessati, prima che si ripeta in forma minore una fronda simile a quella del NCD. Sarebbe bello che per una volta tutto non si risolvesse in recriminazioni e nelle solite dichiarazioni fintamente stupite del giorno dopo.

La Lega ha invece l’occasione di preservare la propria identità, evitando di diventare meta di carrieristi senza scrupoli, com’è accadde a Forza Italia negli anni in cui entrarvi era una garanzia d’elezione e non vi era nessuno che vigilava a dovere sulla qualità dei candidati. L’ammissione dei due transfughi del UDC fa temere che la via scelta sia quella di aumentare artificiosamente la propria rappresentanza, a prescindere dall’effettiva adesione al Salvini pensiero da parte di chi si presenta a bussare alle porte di via Bellerio, ma è presto per giudicare, speriamo non sia così.

Resta un’ultima considerazione da fare, come già accaduto a quelli che in passato hanno deciso di aderire al progetto di Alfano in un numero di gran lunga superiore a quello dei possibili futuri eletti nelle file di NCD, anche chi dovesse migrare oggi nella Lega si troverà ad affrontare lo stesso problema, soprattutto a Milano. Se nel 2016 in città dovesse verificarsi una vittoria del centrodestra, difficilmente il numero dei consiglieri di zona della Lega aumenterà sufficientemente per dare spazio sia a chi in essa in questi anni ha lavorato con impegno meritandosi una candidatura, sia ai leghisti dell’ultima ora, che in gran parte finiranno inesorabilmente con  l’essere meritatamente “trombati”.

Otello Ruggeri per Milano Post