Abbiate fede. Pisapia passerà e tornerà il bianco Natale

Sembra trascorsa un’eternità dall’ultima volta che a Milano si è festeggiato un Natale come Dio comanda. Nell’ultimo decennio, la crisi economica ha causato il progressivo spegnimento di buona parte delle luci che in passato illuminavano e coloravano la città sotto le feste. Non bastasse il dovere risparmiare sulla corrente elettrica, negli ultimi tre anni a renderlo più triste ci si è messa anche la “giunta” Pisapia, che nel nome di un malinteso rispetto verso gli appartenenti alle altre religioni, ha deciso di lesinare anche sui simboli della fede, offendendo quella che accomuna buona parte dei milanesi.

Così via i presepi e bando al “bianco Natale” in favore del politicamente corretto “bianco inverno”, definizione che da sola dà la misura di quanto sia ossessiva – al punto di sfociare nel ridicolo – la repulsione dei nostri amministratori verso i simboli della cristianità. Un’opera di cancellazione delle nostre radici cattoliche, attuata dagli arancioni grazie all’insperato aiuto di parte degli esponenti del clero milanese. Una scellerata alleanza cui questi ultimi non daranno conto agli elettori, come capiterà a Pisapia, bensì a chi ha affidato loro il compito di custodire le tradizioni che stanno contribuendo a distruggere. Speriamo sarà un giudizio severo.

Intanto tocca abbozzare, sapendo che per almeno un altro anno e mezzo dovremo assistere a questi attacchi, ma è dal 13 marzo dell’anno 52 dopo Cristo, da quando San Barnaba entrò a Milano e cominciò a predicarvi Cristo, che noi professiamo la nostra fede e non sarà certo un avvocato che da giovane sognava la rivoluzione proletaria a farcela dimenticare. Noi abbiamo radici profonde, non geleranno certo in questo freddo Natale milanese che c’è toccato in sorte, il rinnegare lo lasciamo ai rinnegati.  Illumineremo le nostre case, vi allestiremo presepi e alberi natalizi e ci stringeremo ai nostri cari in preghiera in attesa dell’Avvento. La Madonnina proteggerà Milano dall’alto per ancora molti secoli a venire e l’oblio in cui probabilmente vorrebbero farla cadere toccherà molto prima a Giuliano Pisapia, ai suoi assessori e a chi si è alleato con loro. Grazie a Dio.

Otello Ruggeri per Milano Post