Di quale sicurezza parla Granelli?

 Il Comune di Milano ha molti assessori, due di questi sono: Marco Granelli, Assessore alla Sicurezza, che dovrebbe occuparsi – fra le altre cose – delle politiche per le attività di Polizia locale, ivi compresa la sicurezza intesa come prevenzione del crimine e Pierfrancesco Maran, Assessore alla Mobilità, cui si presume – tra le altre cose – spetterebbe occuparsi delle politiche di mobilità e trasporti, compresa, si presume, la sicurezza degli stessi.

Per uno di quegli strani cortocircuiti istituzionali che solo l’amministrazione milanese sa generare, nella nostra città, l’installazione degli autovelox, universalmente considerati uno strumento atto a rendere più sicura la circolazione sulle strade, è di competenza di chi dovrebbe garantire i cittadini dalla criminalità piuttosto che dai guidatori imprudenti. Mettendo da parte il forte sospetto che, se una Giunta chiede ai vigili di aumentare il numero delle sanzioni elevate, potrebbe averli installati principalmente per fare cassa, nulla da dire sull’intento, è però nell’attribuzione del compito che rileviamo qualche
autovelox-milano--2- incongruenza. Trovavamo più coerente se ne prendesse carico l’Assessore alla Mobilità, ma forse era troppo preso da piste ciclabili e sharing vari per occuparsene.

Resta che il provvedimento è stato efficace e gli incidenti con feriti nelle sette vie interessate dall’installazione dei nuovi misuratori di velocità sono scesi da 24 a 11,7 il mese, dato di cui non possiamo fare altro che essere lieti. Numeri sull’onda dei quali Marco Granelli ha commentato: “Obiettivo sicurezza centrato!”. Non fingiamo nemmeno di credere si volesse riferire ad altro, parlava di viabilità, ma ci chiediamo quando ad altro si potrà riferire pronunciando la stessa frase. Parliamo delle questioni inerenti alla delega di cui è stato fatto carico quali: piccola criminalità, commercio illegale di merci contraffatte, campi nomadi abusivi, occupazioni di appartamenti d’edilizia popolare e d’immobili comunali, accattonaggio, feste non autorizzate che danneggiano parchi e giardini cittadini… insomma tutti i problemi cui pensano i cittadini milanesi quando sentono pronunciare la parola “sicurezza”, che se risolti li farebbero dormire sicuramente più tranquilli.

Non ci resta che aspettare, prima o poi qualcuno dirà “Milano è una città più sicura” riferendosi ad altro che non sia la viabilità, magari lo farà Maran, tutto è possibile nella Milano arancione.

Otello Ruggeri per Milano Post