Marco Granelli e Stefano Indovino: quando il cattocomunismo si erge a giudice divino

Il piddino Marco Granelli, Assessore alla Sicurezza della giunta Pisapia abita a Bruzzano e da lì trae il suo più cospicuo bacino elettorale. Obiettore di coscienza quando ancora esisteva la leva obbligatoria, da sempre impegnato nel sociale, è uno dei tanti democristiani approdati alla sinistra dopo lo scioglimento della balenaGranelli bianca. Stefano Indovino, è molto più giovane di lui, ma, salvo la militanza nella DC, ne sta seguendo le orme: anche lui cattolico e impegnato nel sociale è iscritto al PD, partito di cui è diventato capogruppo nel Consiglio di Zona 9, di cui fa parte anche Bruzzano.

Nel merito del loro lavoro non entriamo, se volete scoprire quanto efficace sia l’azione dell’Assessore alla Sicurezza nel prevenire crimini e soprusi rileggetevi la cronaca nera passata sui quotidiani negli ultimi mesi, magari concentrandovi su omicidi e occupazioni avvenuti a Bruzzano, dove il giovane Indovino riveste un ruolo di responsabilità. Scoprirete che forse si sarebbe potuto fare meglio, molto meglio, ma di queste cose terrene se ne occuperanno gli elettori, a noi di morale che interessa parlare, poiché anche di questa i due si sono proclamati censori.

La recente sollevazione avvenuta fra i cittadini di Greco Milanese, i cui motivi non stiamo aindovino ricordare per evitare che l’argomento diventi ridondante, è stata fatta da parte loro segno di giudizi che di democratico e caritatevole hanno ben poco. Il barbuto Assessore ha definito gli abitanti del quartiere a nord di Milano una minoranza d’intolleranti da isolare, mentre il suo “compagno” di partito, ha scritto sulla sua pagina Facebook “Così in basso non pensavo si potesse arrivare”.

Partiamo da un ripasso di “Democrazia”: essa prevede che le minoranze siano rappresentate e ascoltate, non isolate come vorrebbe Granelli. Tanto più che i cittadini che a Greco protestano non sono una minoranza e lo fanno in modo assai più civile di quella che è usa occupare e devastare la città tanto cara alla giunta di cui entrambi i piddini sono espressione. Di carità Cristiana i due invece dovrebbero saperne più di noi, ma evidentemente considerano comprensione e accoglienza dei diversi, doti da esibire solo quando farlo è utile a realizzare i loro disegni, non certo se i prodigi appartengono a un’altra “parrocchia”.

Comunque sia, difficilmente su questa terra sconteranno l’ergersi a giudici della moralità altrui, molto probabilmente continueranno ad essere eletti poiché certi “bacini” difficilmente si esauriscono. Della loro superbia ne daranno conto al Dio di cui si professano fedeli, che ci consola pensare non sarà benevolo quanto lo sono i loro elettori.

Otello Ruggeri per Milano Post