Lega e Forza Italia alle prese con le strane risposte del consiglio di zona 2.

Sarà a causa della pressione sempre più insostenibile che opposizione e opinione pubblica stanno esercitando sulla giunta e le sue emanazioni locali, ma da alcune settimane a questa parte, in consiglio di zona 2, le risposte che i consiglieri di Lega e Forza Italia ricevono alle loro interrogazioni hanno del paradossale.

L’ultimo episodio del genere, ha visto come protagonista (o vittima) il leghista Samuele Piscina, che aveva presentato una mozione a nome del suo gruppo, attraverso la quale chiedeva fosse realizzato un sondaggio popolare affinché i cittadini potessero esprimere la loro opinione sul progetto di realizzare una moschea presso gli ex bagni pubblici di via Esterle, proposito attuato dal comune senza consultare né il Consiglio di Zona 2, né la cittadinanza del quartiere.

Una possibilità è prevista dal Regolamento del Decentramento Territoriale, che ha quanto pare non è intenzione della maggioranza offrire alla cittadinanza. La sinistra infatti, terminati i punti dell’ordine del giorno della maggioranza, giunti alle mozioni riguardanti la moschea di via Esterle, ha abbandonato in massa l’aula facendo cadere il numero legale in modo non le si potessero discutere. Hanno “democraticamente” fatto in modo di non dare la parola ai cittadini, evitando di rispondere a Piscina. Non si offendano se gli si da degli stalinisti.

La maggioranza guidata dal piddino Mario Villa, è la stessa aveva bocciatola la richiesta avanzata dai forzisti Marzio Nava e Silvia Sardone di sgomberare gli insediamenti di rom tra Cascina Gobba e il Lambro con l’imbarazzante motivazione: “la politica degli sgomberi è molto costosa e improduttiva”, o che aveva definito “Cascina Conti” già parzialmente crollata, un edificio “stabile” bocciando la richiesta di metterlo in sicurezza.

Notevole anche la bocciatura dell’esposizione di cartelli lungo il percorso ciclopedonale della Martesana, che indichino ai ciclisti di procedere nel rispetto dei pedoni, spiegando che sono già previsti in un regolamento che non esiste: il PUMS. Una risposta che  rasenta il ridicolo, si tratta di un regolamento non ancora approvato, nemmeno discusso per dirla tutta. E’ infatti ancora in quella fase propositiva in cui chiunque può chiedere vi siano inserite delle norme, che saranno discusse ed eventualmente approvate in futuro.

Insomma non si capisce se il consiglio di zona due non sappia più che pesci pigliare o semplicemente prenda in giro l’opposizione e con essa tutti noi.

Otello Ruggeri per Milano Post