Il colore dei poveri: trasparente, ma solo se sono italiani.

In questi giorni hanno fatto scalpore le fotografie scattate da Silvia Sardone (FI), dei molti clochard che bivaccano sotto i portici del centro cittadino. A indignare non è lo stato in cui è ridotto di notte quello che dovrebbe essere il salotto buono di Milano, bensì la condizioni in cui una società che si dice civile permette vivano degli esseri umani. Osservandole con attenzione si scopre che sono in buona parte bianchi (possiamo dirlo, solo se il colore fosse stato diverso ci darebbero dei razzisti), segno evidente che sono sempre di più gli italiani messi in ginocchio dalla crisi, al punto di essere costretti a vivere per strada.

E’ difficile affrontare l’argomento senza sembrare strumentali, o di parte, ma non avendo mai negato di essere fieramente contro la giunta Pisapia e sopratutto dalla parte degli italiani, correremo il rischio di prenderci qualche epiteto immeritato. Una cosa è certa, in quelle foto di assessori e volontari indaffarati a soccorrere quei poveri cristi non ce ne sono. E se mai vi si fossero recati, saremmo lieti ce lo facessero sapere, non per nostra curiosità, MI11ma per permetterci, dicendolo, di difendere la loro dignità di amministratori, che prestano la stessa attenzione sia ai profughi siriani, sia agli italiani caduti in disgrazia. Stentiamo a credere che tutta quella povera gente abbia rifiutato l’assistenza offerta. Cos’hanno fatto di male per non meritarsi lo stesso trattamento offerto a tutti i diseredati che sbarcano sulle nostre coste? Possibile che non si riesca a offrire loro una sistemazione decorosa in un albergo o in un immobile comunale a spese di Stato, Regione o Comune? Una cosa non escluderebbe l’altra se quei trenta euro, non fossero destinati solo a chi non ha la “sfortuna”, di essere italiano.

Provvedano Pisapia, Majorino e chi per loro a fare quello che è giusto e doveroso per aiutare anche quegli italiani in difficoltà e in secondo ordine per restituire dignità alla città, altrimenti la prossima volta in piazza Duomo di leghisti se ne vedranno arrivare 200.000 e se non sventoleranno il Tricolore, ce ne faremo una ragione.

Otello Ruggeri per Milano Post