Consiglio regionale: la Lega rifiuta di cantare l’Inno di Mameli. Gallera: “Folkloristici e incoerenti con quanto dicono”

C’è voluto poco per smascherare quanta falsità vi sia nel patriottismo di facciata esibito sabato e negli ultimi mesi dalla lega di Salvini. Alla prima occasione buona l’hanno fatto da sè, nella stessa sede dove grazie al loro voto era stato concesso il patrocinio al gay pride: l’aula del Consiglio Regionale della Lombardia.

Durante la manifestazione, fra decine di migliaia di leghisti, gli unici a sventolare il Tricolore erano i militanti dei partiti di destra. Se questo non fosse bastato a chiarire in quale considerazione hanno la Patria i simpatizzanti del carroccio, speriamo sia sufficiente a farlo l’abbandono dell’aula del consiglio regionale da parte dei consiglieri della Lega, rifiutatisi di assistere all’esecuzione dell’Inno Nazionale, suonato in occasione della commemorazione del centenario della prima guerra mondiale.lega in regione

L’assai balzana spiegazione dei leghisti è stata quella di essere usciti perché avevano chiesto che al posto dell’inno nazionale ci fosse un coro degli Alpini. Corpo di cui tutti noi del nord andiamo fieri, ma che schiera nelle sue fila uomini provenienti da tutte le regioni d’Italia, che non hanno mai chiesto di essere rappresentati da altro Inno che non sia quello Italiano. Alla base di tutto vi è forse la mancanza di nozioni storiche corrette su quanto accadde allora, che induce molti padani a confondere il luogo dove fu combattuta quella guerra con le origini di quelli che vi persero la vita.

Solo per citare alcuni dati, fra Dolomiti e trincee del Carso, caddero 23.774 calabresi, 16.132 sardi (cui va il merito della decisiva riconquista della Trincea delle Frasche), 33.439 pugliesi, 50.419 campani e 52.829 siciliani, cosa ci auguriamo non abbia indotto il Consiglio Regionale Siciliano ad aprire la cerimonia sulle note di “Vitti na crozza”. Probabilmente numeri che i leghisti conoscono benissimo, ma che preferiscono ignorare perché, per i loro scopi, è molto più utile far credere che su quelle terre caddero solo i loro nonni e non quelli di tutti gli italiani.

Ferma la condanna del consigliere regionale di Forza Italia Giulio Gallera: “Atteggiamento censurabile dei consiglieri della Lega, che con la loro folkloristica uscita dall’aula si sono dimostrati del tutto incoerenti con  le recenti dichiarazioni patriottiche del loro leader Matteo Salvini. Noi l’inno l’abbiamo cantato con orgoglio, spero che, alla prossima occasione per farlo, saranno al nostro fianco per dimostrare che, quando parlano di confini della Patria da difendere, non lo fanno solo per mero calcolo elettorale”.

Purtroppo, la realtà è leggermente diversa: i consiglieri leghisti, sono stati perfettamente coerenti con quanto realmente pensano del nostro paese.

Otello Ruggeri per Milano Post