Piazza Oberdan: progettazione a partecipazione ristretta. Ma ASSCOMM ha pronta una proposta alternativa

La notizia dell’incontro in cui l’Assessore Carmela Rozza presenterà il progetto per il rifacimento di Piazza Oberdan al Comitato Porta Venezia, pur se data sottotraccia, si è rapidamente diffusa innescando una polemica con le altre associazioni di cittadini e commercianti della zona. A essere contestati il metodo con cui è stato realizzato il lavoro, che non ha visto i residenti partecipi nelle decisioni prese e la scelta di condividerne i risultati – ancora prima che nelle sedi istituzionali – esclusivamente con un gruppo che notoriamente simpatizza per la giunta.1

 “Non entriamo nel merito del progetto, – lamenta Luca Longo dell’ASSCOM porta Venezia – non possiamo non conoscendolo, bensì del metodo, nemmeno lontanamente parente di quello partecipato di cui ci ha riempito le orecchie l’amministrazione arancione”. Secondo Longo, che dice di essere venuto a conoscenza della riunione grazie ad una mail inviatagli per sbaglio, il progetto è stato realizzato, “senza chiedere ai residenti come avrebbero voluto vedere trasformata l’area di piazza Oberdan, ne avere offerta ad altri progettisti la possibilità di contribuire con i loro lavori”. In pratica,  “una decisione condivisa solo con pochi amici, usati poi per formare associazioni utili a far credere che vi sia consenso dietro alle decisioni della Giunta”.

In passato, della questione si era occupata il consigliere di zona 3 Rita Cosenza (Destra civica per Milano) che, recriminando su quanto scritto nel Programma di Pisapia: “La partecipazione come strumento reale per decidere e governare, dal bilancio partecipato 2alle scelte di insediamento, di infrastrutture ecc...”, ci riferisce che alla sua interrogazione in cui sollecitava di comportarsi di conseguenza nel caso del progetto di piazza Oberdan è stato risposto che “gli sforzi dell’amministrazione comunale per abbreviare i tempi procedurali al fine di  evitare ritardi nell’esecuzione dei progetti dovrebbero essere apprezzati”. Ottimo proposito, se fosse stato consecutivo alla consultazione dei cittadini che invece è completamente mancata. Anche la promessa di presentare il progetto completo ai residenti e al consiglio di zona, lascia il tempo che trova, poiché a quel punto tutto sarà già stato deciso.

Luca Longo non sembra però rassegnato a trovarsi davanti al fatto compiuto, “coordinandoci con altre associazioni di commercianti e gruppi cittadini, abbiamo fatto realizzare dall’Architetto Giovanni Seregni un progetto, che pur tenendo presente e preservando il diurno salva i chioschi (e chi ci lavora) attualmente presenti nella piazza. Questa “presentazione” – conclude Longo – non ci fa certo recedere dal proposito di sostenerlo. Stiamo per inviarlo alla stampa e pretenderemo sia discusso e messo a confronto con quello della giunta nelle dovute sedi”.10726242_955644044462284_340406086_n

Abbiamo parlato con l’architetto Seregni che ci ha spiegato per sommi capi i contenuti del suo lavoro: “Le funzioni e gli spazi del  progetto denominato SETTE ALBERI sono state ispirate dai cittadini  con il proposito di  recuperare uno spazio attualmente inutilizzato e in stato di avanzato degrado, che comprende  l’area sovrastante e adiacente l’ex diurno interrato, mantenendo inalterate alcune funzioni storiche pensandone nel contempo di nuove,  per allontanare il pericolo vi si sviluppino mercatini o bancarelle, senza radici storiche e culturali”.

“Saranno  mantenuti, – continua Seregni – restaurati e recuperati l’ingresso del diurno e le colonne, ricollocati i due tradizionali chioschi fissi vicini all’ingresso della Metropolitana, ed inseriti al centro dell’area due chioschi mobili, segno di quelle funzioni “commerciali” culturalmente e  storicamente significative per l’area. Saranno inoltre inserite due nuove funzioni richieste dagli abitanti: l’area giochi e di vicinato, suddivisa per bimbi accompagnati ed adolescenti, e un’area per cani, funzione che altrove ha in gran parte risolto i problemi di igiene che ben conosciamo”.

“Viene anche rivisto il tratto di controviale, che diventa zona pedonale con la sola 10733543_955644301128925_1842690916_npossibilità di carico e scarico merci per le attività commerciali. Perdendo qualche parcheggio, si consentirà ai cittadini di vivere quest’area in modo completo. Si propongono inoltre  degli spazi, sezionati con piccole piantumazioni e muretti a panca fioriera, attrezzabili a ristoro a supporto degli esercizi già presenti.Tra l’area giochi e il recuperato ingresso all’ex Diurno, saranno ricollocati gli stalli delle biciclette BikeMI”.

Seregni conclude quindi con qualche dettaglio: “Nelle aree verdi Il prato sarà mantenuto col minimo strato di zolla, sono sufficienti circa 12 cm. di spessore, senza costituire aggravio di carico sulla struttura sottostante. L’area antistante ai fabbricati storici, una volta pedonalizzata, potrà essere ripavimentata utilizzando del classicopavé milanese, recuperato recentemente in altri contesti. Infine,  le panche, in legno, saranno fornite di opportuni braccioli nella parte centrale onde evitare l’uso improprio del distendersi e soggiornarvi”.

Otello Ruggeri per Milano Post