AIDS: IL MOSTRO RIALZA LA TESTA. Aumentano i contagi, serve informazione e prevenzione fra i giovani

Per noi ragazzi degli anni 80/90 l’AIDS era una presenza costante, una paura che accompagnava ogni istante della nostra vita sociale. Superato il momento immediatamente successivo alla sua comparsa quando poté mietere vittime a volontà, la massiccia campagna d’informazione e prevenzione di cui fummo fatti segno ottenne l’effetto di terrorizzarci salvando probabilmente la vita a molti di noi.

Allora era impossibile accendere la televisione senza vedere qualche “pubblicità progresso” in cui si spiegavano i terribili effetti del virus e i metodi per prevenire il contagio, o programmi in cui era ospite qualche personaggio più o meno noto che lo aveva contratto che di li a poco avremmo saputo essere morto. Per un paio di generazioni la cosa più bella del mondo: fare l’amore, divenne una questione da affrontare con tutte le precauzioni del caso per evitare si trasformasse in una condanna a morte.

L’AIDS fu anche l’arma biologica meno costosa e più facilmente accessibile di tutti i tempi, chiunque ha  la mia età ricorda quante rapine furono commesse usando come arma una siringa impugnata dicendo che era contagiata da sangue infetto. Quelli furono anche i tempi in cui raggiunsero l’apice le discriminazioni nei confronti degli omosessuali la categoria allora più colpita dal virus.

Poi con il passare del tempo, il comparire di cure incapaci di sconfiggere il virus ma in grado di prolungare di molto la sopravvivenza dei malati, la paura è progressivamente passata insieme  all’attenzione di media e istituzioni nel diffondere fra i giovani informazioni sui pericoli connessi al contagio e su come prevenirlo.

Superato il picco degli infettati a metà degli anni “80”, i contagiati cominciarono a diminuire fino a raggiungere il minimo nei primi anni del nuovo millennio, per poi mantenersi costante nel decennio successivo. Oggi, complice la disinformazione molti ragazzi non sanno nemmeno dell’esistenza del virus e i contagi stanno nuovamente aumentando.

Nella sola Milano si registrano circa mille nuovi casi all’anno in buona parte riguardanti ragazzi sotto i vent’anni. In relazione a questo, Il presidente dell’Associazione nazionale per la lotta contro l’Aids, Mauro Moroni, in occasione della presentazione di Convivio, mostra che si è svolta dal 13 al 17 giugno a  FieraMilanoCity, ha dichiarato: “Il numero di 4mila nuove infezioni l’anno in Italia è costante da almeno 10 anni e sotto questo numero non si riesce a scendere e anzi ci sono allarmanti segni di aumento “. Moroni ha poi concluso spiegando:  “C’è il ritorno della malattia soprattutto tra giovani, eterosessuali e omosessuali. A Milano ci sono 3 infezioni al giorno serve puntare sulla ricerca e sull’informazione”.

L’aspettativa di vita di un malato di AIDS è ancora oggi più bassa rispetto a quella delle persone sane nonostante ci si attendesse una normalizzazione grazie ai nuovi farmaci immessi sul mercato.  Gli studi mostrano come i malati soffrono di invecchiamento precoce oltre ad ammalarsi di patologie tipiche della vecchiaia anche in giovane età. Una prospettiva di vita per niente allettante da cui i giovano dovrebbero essere messi in guardia non solo da istituzioni e media, ma anche dai genitori che vista l’età dovrebbero ricordarsi bene quello che ha rappresentato l’AIDS per la nostra generazione.

Otello Ruggeri per La Critica