POLITICA: IL SECONDO MESTIERE PIU’ ANTICO DEL MONDO. Forza Italia: Cariche in vista per i trombati eccellenti

Da qualche giorno nei corridoi di Forza Italia si vociferava  che Licia Ronzulli e Alessandro Cattaneo, avessero chiesto delle cariche per bilanciare i loro insuccessi elettorali. Fossimo stati in Giappone sarebbe stato chiesto loro di fare pubblica ammenda,  qui invece, dove si accetta che la militanza politica sia concepita  come un metodo per fare carriera a prescindere dai risultati, è probabile che saranno addirittura premiati.

La voce è rimasta tale, ma nel concreto si è trasformata da una “richiesta” in un “offerta”, che per come è stata formulata non potrà che creare ulteriori dissidi e divisioni interne nel partito. Per offrire loro l’agognato “premio” si pensato ad un rimpasto della giunta regionale, che permetta di offrire un assessorato a testa ai due “trombati”. Ovviamente ciò avverrebbe a discapito di chi in giunta c’è già,  degli elettori che non li hanno votati e al prezzo di qualche grattacapo inatteso per Maroni.

Nel frattempo procede il progetto “volti nuovi” con cui si dovrebbe selezionare la nuova classe dirigente. Il fatto che il compito  sia stato affidato al “perdente” Cattaneo e al “nominato” Toti non lascia molte speranze sul metodo che sarà usato per selezionarli e il primo elenco dei papabili non fa che confermare i nostri timori. Nella lista di nomi – che vi risparmiamo – sono elencate persone che hanno alle spalle una ventina d’anni di carriera politica, il cui unico merito in molti casi è essere un: “Berlusconiano della prima ora”. Se ne salvano giusto un paio che partendo dal basso hanno saputo attuare un azione sul territorio così efficace da rendere imprescindibile il candidarli. Due volti nuovi in mezzo a una dozzina di riciclati è veramente poco per parlare di rinnovamento.

Alla riunione dei coordinatori regionali azzurri, si è parlato di questo tentativo di rinnovamento e di molto altro, compreso un intervento di Silvio Berlusconi in cui ha prospettato un referendum popolare sull’elezione diretta del Presidente della Repubblica, ideato probabilmente per tentare una rimonta sulla Lega, senza considerare che, per gli italiani affamati, disoccupati e super tassati le priorità sono altre.

La coordinatrice regionale Mariastella Gelmini  ha parlato di “uscire dallo schema dei congressi, per andare verso un’idea di partito comunità”, facendo capire che primarie e Democrazia interna i militanti se li possono scordare, di “Volti nuovi partendo dagli amministratori, da coloro che hanno preso i voti. L’idea è affrontare con loro i temi della città metropolitana, della riforma del titolo V e della riforma del Senato”, considerazione ineccepibile anche sul piano locale, a patto si smetta di fare di tutto perché la “città metropolitana di Milano” cada in mano a Pisapia o sia regalata a Salvini.

Gelmini ha anche attaccato Renzi e Pisapia sulla gestione del fenomeno dell’immigrazione, precisando “è un tema che ci aiuta a costruire un rapporto con la Lega”, aprendo le porte ad alcune prospettive che buona parte del partito non gradisce, come la candidatura di Salvini a sindaco di Milano, che porterebbe a una quasi sicura sconfitta e un alleanza su ampia scala con il Carroccio che potrebbe essere foriera solo di nuovi tradimenti e del cedere posizioni di preminenza che non andrebbero mai lasciate. Infine, l’ormai tradizionale annuncio del ritorno del partito fra la gente, sentito tante volte senza che si realizzasse da non riporvi più speranze.

A noi però piace sperare che prima o poi Forza Italia abbia un impeto d’orgoglio, si liberi della sudditanza dalla Lega, rinnovi i vertici permettendo ai militanti di sceglierli e scenda veramente fra la gente. Su quest’ultimo punto però siamo decisamente scettici. Proprio mentre venivano pronunciate queste belle parole, un gruppo di militanti e simpatizzanti ha chiesto il permesso di organizzare dei banchetti per raccogliere alimenti da destinare alle famiglie italiane in difficoltà, è stato risposto loro che è “un iniziativa troppo di destra”. Con tutto il rispetto per chi lo ha detto, aiutare chi è in difficoltà è un dovere di tutti,  farlo sarebbe la prova provata che si è scesi in mezzo alla gente e se può rasserenare i liberali, non è stato certo Mussolini a dire: “Date da mangiare agli affamati”.

Otello Ruggeri  per La Critica