PALLONI SGONFIATI. La nazionale non indosserà il fiocco giallo per i Marò

Oggi vi parlerò di quella ventina di adulti in braghini che abbiamo mandato in Brasile a difendere l’onore del nostro paese, cosa che probabilmente non faranno sul piano sportivo e hanno già disatteso su quello umano.

Il rifiuto – che motiveremo dopo – da parte del CONI di fare indossare ai giocatori un fiocco giallo in solidarietà dei due Marò detenuti in India, poteva essere facilmente aggirato dai giocatori. Abituati come sono ad agghindarsi come belle ragazze al ballo, nessuno gli avrebbe impedito annodarselo al polso, alle scarpe, ai capelli o farselo tatuare provvisoriamente su un braccio, in segno di rispetto per chi al contrario di loro la Patria la serve con onore e dedizione. Niente, nessuno ha annunciato iniziative del genere. La cosa non ci sorprende affatto, concentrati come sono su loro stessi e su quanto guadagneranno per indossare la divisa della nazionale, è probabile che fra le cose che non conoscono del mondo che li circonda vi siano anche vicissitudini che stanno attraversando i nostri militari.

Giovanni Malagò, presidente del CONI ha invece motivato il rifiuto attribuendone la responsabilità a non meglio precisate norme FIFA che vieterebbero di indossarlo e al possibile richiamo che avrebbe subito la squadra facendolo. La sua giustificazione è pesantemente inficiata dal fatto di non avere messo in atto nessuna attività diplomatica atta a verificare se questo rifiuto ci sarebbe stato e nel caso se ci fosse qualche possibilità di aggirarlo o trovare un accomodamento. Diciamo le cose come stanno, l’impressione è che Malagò, per pigrizia o disinteresse, se ne sia bellamente fregato del destino dei due Marò e dell’importanza che poteva rivestire per il loro morale vedersi ricordati sulle maglie della nazionale. Le considerazioni morali sul suo comportamento le lasciamo voi a noi sembrano fin troppo scontate.

In conclusione, se questo è l’interesse che nutrono calciatori e i dirigenti della nazionale nei confronti dei figli migliori della nazione che dovrebbero rappresentare, la logica conclusione sarebbe ripagarli con la stessa moneta ignorandoli. Per loro fortuna, diversamente da loro, noi amiamo questa Patria in modo sincero e disinteressato. Quindi,  tiferemo lo stesso per quelle maglie azzurre con su scritto “ITALIA” cercando di non fare caso a chi le indosserà.

Otello Ruggeri per La Critica