MILANO, FORZA ITALIA FIRMA I REFERENDUM. Un partito incapace di esprimere la leadership che gli spetta

Nel corso della cerimonia di calata delle braghe, che ha visto i vertici di Forza Italia recarsi davanti a Palazzo Marino per firmare parte dei referendum proposti dalla Lega, il “consigliere politico” Giovanni Toti ha dichiarato “È possibile anche trovare un accordo politico. L’importante è che Milano abbia un buon sindaco e un buon programma”.

Mi spiace per Toti, ma i milanesi non hanno nessuna intenzione di votare un sindaco frutto di accordi di palazzo, di carica calata dall’alto è più che sufficiente la sua. Il sindaco vogliamo scegliercelo noi, soprattutto in virtù del fatto che l’atteggiamento supino di Forza Italia nei confronti della Lega, fa supporre che la scelta potrebbe cadere su Matteo Salvini.

Sperare di spuntarla contro a Pisapia, affidandosi all’esponente di un partito poco amato in città dove rappresenta meno del 7% dell’elettorato sarebbe suicida e umiliante per la maggior forza politica d’opposizione, cui spetta di diritto esprimere il candidato sindaco. Una scelta che vanificherebbe ogni tentativo di attrarre l’elettorato moderato caduto in buona parte fra le braccia del PD.

Forza Italia dovrebbe guidare un eventuale coalizione di centrodestra (facciamocela piacere), non farsi trainare dalla sua componente più rumorosa dando l’impressione di essere preda di una dirigenza debole e inconcludente. Se proprio i vertici del partito non se la sentono di affrontare le pretese di egemonia altrui, si scrollino di dosso la paura di Democrazia interna e passino la mano al loro più fidato alleato: gli elettori.

Servono le primarie, altro che “accordo politico”, sono l’unico modo per evitare che Lupi o Salvini, i cui partiti insieme a Milano non eguagliano i voti di Forza Italia, la spuntino a causa di una dirigenza inadeguata a sostenere il ruolo egemone che forza Italia dovrebbe avere nel centrodestra cittadino.

Sono passate poche settimane da quando Mariastella Gelmini, ha invitato Salvini a non precorrere i tempi ribadendo il ruolo centrale del partito che rappresenta, perché ieri l’abbiamo vista in piazza a firmare? C’è un vantaggio politico, o siamo ancora al solito “l’ha detto Silvio”. Dopo  tanti proclami in cui si annunciava il ritorno fra i cittadini, sarebbe ora di chiederlo a loro cosa vogliono piuttosto che a Silvio. Dopo aver più volte annunciato che sarebbe stata premiata la militanza, perché parlare ancora di “accordi politici”, invece di prendere i candidati lì dove ce ne sono di meritevoli.

Può un partito come Forza Italia piegarsi alle richieste della Lega ottenendo in cambio di votare liberamente il candidato che Lega stessa deciderà. Non siamo ridicoli, la gente le persone ridicole non le vota. Nemmeno quelle che sembrano deboli e indecise. E’ arrivato il momento di mettere le carte in tavola, preparare un programma e dire chi sarà il candidato sindaco o come sarà scelto senza cedere alle pretese di nessuno.

Qualsiasi altra strada si deciderà di percorrere porterà inesorabilmente a ulteriori scontri interni, oltre a una quasi certa sconfitta contro il centrosinistra che difficilmente i milanesi perdoneranno al partito azzurro.

Otello Ruggeri per La Critica