EUROPEE CHI VOTARE? Quali alternative alla Destra che non c’è

Scrivere della “destra” italiana, dovendolo fare nel giorno in cui si commemora la scomparsa di Giorgio Almirante, rende obbligatorio l’uso delle virgolette.

Ieri ci eravamo lasciati sperando di avere trovato una collocazione per chi si definisce “liberale”, oggi proveremo a dare qualche indicazione ai “conservatori” che non sanno a chi dare il loro voto. Le opportunità a loro disposizione sono tre, Nuovo Centro Destra, Fratelli d’Italia e Lega, anche se quest’ultima manca di molte delle caratteristiche che rendono tale un partito conservatore, il nazionalismo prima di tutto.

Cominciamo dalle (per me) note dolenti: il Nuovo Centro Destra. Per chi crede che sostenendo prima il governo Letta e poi quello Renzi abbia salvato la rovina economica il paese è sicuramente la scelta migliore. Ma trovo difficile possa esserlo per quelli, che all’inizio degli anni “90” si sarebbero votati al diavolo pur di evitare andasse al governo un partito che ancora si definiva “comunista”. E’ l’esatto contrario di quello che sta facendo il partito di Alfano mantenendo in vita un governo di sinistra. Nulla di lontanamente confrontabile con il governo di larghe intese in cui il defunto Popolo della Libertà governava alla pari e non da sottoposto. Insomma, – e qui torno a parlare in prima persona – lasciando perdere questioni come “tradimento del mandato elettorale” a me sembra che NCD di “conservatore” abbia ben poco, se non il desiderio di conservare le poltrone su cui siedono i suoi parlamentari. Comunque sia, anche l’NCD è sicuramente una scelta migliore dall’astenersi o dal votare quella sinistra da cui si fa così fatica a distinguerlo.

Fratelli d’Italia. Un partito con un nome così un “conservatore” come Dio comanda dovrebbe votarlo istintivamente, ma anche in questo caso ci sono dei rilevanti “contro”. Non voglio entrare in questioni più propriamente da insider, quelle potrebbero sollevarle alcuni miei amici convinti  che molti dei suoi esponenti più in vista abbiano tradito la loro storia per una manciata di poltrone. Mi limiterò invece a rilevare che i Fratelli hanno perso l’opportunità  di riunire intorno a se tutte le anime della destra, finite non si sa come a stringere alleanze con Forza Italia o escluse dalla tornata elettorale. Un errore che potrebbe costare il quorum al partito della Meloni, trasformando l’alternativa conservatrice più credibile in una roulette russa a rischio di voto gettato. Una chance però va loro data, sono dichiaratamente contro l’euro e l’Europa e non si vergognano a dire d’essere di destra. Caratteristiche che all’ultimo momento potrebbero convincere molti conservatori a dare loro il voto facendogli raggiungere l’agognato 4%.

Infine la Lega che non può essere definita un partito conservatore mancandole la fondamentale caratteristica dell’essere nazionalista. Resta però la più valida alternativa a Forza Italia per chi vuole votare per il centrodestra senza il patema di gettare il proprio voto dandolo a un partito che potrebbe non superare il quorum. Detto della solidità in termine di numeri, va anche considerato il fatto che pur peccando in amor di Patria, è sicuramente un partito che si batte in modo convinto contro Unione Europea e euro, cosa che non può lasciare indifferenti gli euroscettici più arrabbiati.

Insomma, magari turandosi un po’ il naso di alternative all’astensione e alle tentazioni renziane non è difficile trovarne. Perché impegnarsi a farlo? Questo lo vedremo domani quando analizzeremo le conseguenze interne al nostro paese che potrebbe avere questo voto europeo.

Otello Ruggeri per La Critica