EUROPEE CHI VOTARE? Scelta difficile per gli elettori di centrodestra

Molti degli elettori di centro-destra con cui mi capita di parlare non hanno ancora deciso per chi votare e parecchi stanno prendendo seriamente in considerazione la possibilità di non farlo. Altri invece, specialmente fra i più moderati, potrebbero cadere nella trappola tesa da Matteo Renzi, che si mostra così poco di sinistra da riuscire a convincerli d’essere una valida alternativa alla confusione che regna nello schieramento in cui si riconoscono. E’ solo un illusione da cui è bene distolgano lo sguardo, basta considerino la posizione del PD rispetto a ius soli e lotta all’immigrazione clandestina per capire che quella non è casa loro.

Scartata l’astensione e il volgere lo sguardo verso una sinistra all’apparenza moderata, rimane comunque il problema di decidere chi votare. Detto che buona parte degli elettori di centrodestra sono chi più chi meno tutti euro scettici, “Scelta Europea”, sia per il nome, sia per i propositi, sia per i vecchi arnesi della politica che ha inserito nelle sue liste, non riescono nemmeno a prenderla  in considerazione e non gliene si può certo fare un torto.

A questo punto per i più moderati, i liberali se così vogliamo chiamarli, dovrebbe essere naturale votare Forza Italia. Il partito di Berlusconi ultimamente ha assunto posizioni decisamente contrarie alle politiche europee come sono state fino ad oggi e lo stesso leader si è mostrato insolitamente aggressivo verso i partners europei (e non solo). Un cambiamento di rotta che doveva convincere tutti quelli che vedono l’Europa come il fumo negli occhi. Allora perché gli indecisi sono ancora tali?

Principalmente per tre motivi. Il primo è che, molti di quelli cui questo cambiamento andrebbe bene non credono che sia reale, temono infatti si tratti solo di un atteggiamento di facciata adottato per scopi elettorali. Il secondo è che, tanti dopo questa “svolta” non riconoscono più in Forza Italia il partito che avevano deciso di votare in passato. Infine, sia fra gli elettori che fra i militanti serpeggia il malumore per il metodo adottato nella scelta dei nomi da inserire nelle liste. Invece di premiare la militanza e l’impegno politico passato, come era stato promesso sarebbe stato fatto, si è scelto di calare dall’alto candidati  ineccepibili sul piano umano, ma dallo spessore politico ancora ben lungi dall’essere verificato.

Spiace dirlo, ma in caso di calo dei consensi buona parte della colpa sarà da imputare alla dirigenza forzista, Berlusconi compreso, che in un momento in cui servivano certezze, hanno fatto solo confusione. Occorreva prendere gli uomini migliori, reggersi forti sui propri principi e procedere barra a dritta avanti tutta. Invece, nel tentativo di imbarcare tutti si è cominciato a procedere a zig-zag, confondendo le acque e facendo venire voglia di abbandonare la nave ai molti che sono stati colti dal mal di mare.

Forza Italia resta comunque la scelta migliore per chi si considera un liberale, non fosse altro per un ultimo gesto di estrema gratitudine verso il partito (e il leader) che un ventennio fa impedirono a Occhetto, alla sua gioiosa macchina da guerra e al PCI di prendere il potere in Italia. Migliore rispetto all’astensione, o a votare sinistra ovviamente e soprattutto se non ci si riconosce in formazioni più marcatamente di destra.

Il centrodestra però non si riduce solo a Scelta Europea e Forza Italia. Ci sono anche, il Nuovo Centro Destra, Fratelli d’Italia e la Lega Nord. Partiti con i loro pro e contro, che analizzeremo domani nel tentativo di aiutare tutti voi a fare una scelta diversa dal rinunciare a esercitare il sacrosanto diritto di votare.

Otello Ruggeri per La Critica