MILANO, BILANCIO: AUMENTANO TASSE E SPESE COMUNALI. Famiglie e imprese sempre più tartassate

E’ iniziata ieri a Palazzo Marino, la discussione  sulla delibera riguardante lo IUC, in cui sono contenuti i regolamenti di Imu, Tasi sulla prima casa, Tasi sugli altri immobili e Tari (ex Tares), cioè la quasi totalità delle tasse che pagheranno i milanesi nel 2014, per un totale di circa 999 milioni di euro.

Dal preventivo del Bilancio si nota un aumento sia delle tasse, sia delle spese del comune che non hanno subito nessun taglio. L’impressione è che la giunta arancione non abbia nemmeno tentato di alleggerire  la pressione fiscale che pesa sui cittadini. Inoltre, non essendo possibile approvare la delibera in tempi brevi a causa della sospensione pre-elettorale, non saranno definite per tempo le detrazioni sulla Tasi in scadenza il 16 giugno, rendendo impossibile calcolare la cifra da pagare.

I numeri parlano chiaro:  le entrare da tributi passano da 1.166 milioni di euro del 2013 a 1.342 del 2014. L’Irpref è quasi triplicata dal 2012 passando  da 62 milioni di euro ai 180,50 milioni di quest’anno. Dallo IUC il Comune incasserà 542 milioni di euro, mentre dalla Tasi 234 milioni. L’imposta di soggiorno è passata da poco più di otto milioni di euro del 2012 a oltre 32 del 2014, mentre l’imposta sulla pubblicità da 18,51 milioni a 20. Nel  2013 il comune ha incassato 300 milioni di euro e dalla Tari e dalla Tarsu quest’anno saranno 289 e 23. L’unica voce passiva è quella derivante dall’attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli illeciti, i cui introiti scendono da 408,31 milioni di euro del 2013 ai 297. Il che la dice lunga sull’efficienza dei sistemi adottati dal comune per perseguire l’illegalità.

A preoccupare sono le detrazioni sulla Tasi, che non essendo state stabilite dal Governo saranno definite dalla giunta il cui progetto  è di alzare al massimo le aliquote su seconde case, uffici e negozi e lasciarle al minimo per gli inquilini. Applicando un imposta del  2,5 per mille per le abitazioni principali e dell’11,4 per mille sugli immobili soggetti ad Imu, nelle casse comunali entreranno gli 85 milioni di euro necessari per le detrazioni sulla prima casa, sperando che l’intenzione dell’assessore Balzani di destinarne 40 per coprire le spese del comune,  non le faccia in parte saltare.

E’ stata prevista una detrazione fissa di 84 euro per le abitazioni con rendita catastale fino a 350, al di sopra di questo valore, per beneficiare delle riduzioni bisogna avere un reddito massimo di 21mila euro, considerando benestanti i nuclei famigliari con un reddito di 1.700 euro al mese. Il risultato è che a Milano la Tasi non sarà applicata solo su 4.200 prime case, su un totale di 360mila. Circa l’1%.

In città le tasse crescono di continuo  mentre il comune non riduce le spese e dopo le famiglie a pagare le conseguenze di questa situazione  è l’intero tessuto produttivo. Milano è diventata una città inospitale per le imprese, la pressione fiscale per gli immobili commerciali,  gli  uffici e i capannoni  è cresciuta a dismisura, facendo salire il capoluogo lombardo in prima posizione nella classifica delle città più costose per chi vuole svolgere un attività in proprio.

La discussione continuerà nei prossimi giorni e dopo la pausa elettorale, dubitiamo che – anche con tutta la buona volontà – l’opposizione riuscirà a cambiare in meglio la situazione, così un altro passo verso la desertificazione e la rovina economica di Milano sarà stato percorso.

Otello Ruggeri per La Critica