MILANO, GLI SCENARI POSSIBILI A DUE ANNI DAL VOTO. Nulla di scontato, destra e sinistra sperano entrambe in Pisapia

Fra un mese mancheranno due anni al termine del mandato di Giuliano Pisapia.  Nonostante i danni causati alla città in questi primi tre, la prospettiva che nei rimanenti due faccia ancora peggio sembra essere l’unica speranza per una sicura futura affermazione del centrodestra.

Contrariamente a quanto si potrebbe credere – e le prossime europee lo dimostreranno – complice anche la disinformazione generata dalla stampa amica, in città il gradimento del sindaco arancione è ancora alto e ancora di più lo sono le possibilità che sia ricandidato, come confermato sia dai partiti che lo sostennero nel 2011, sia dallo stesso Pisapia.  Solo se facesse disastri da qui al 2016, il suo schieramento potrebbe sostituirlo, ma anche in quel caso il centrodestra non avrà vita facile. Alla sinistra basterà cospargersi il capo di cenere, scusarsi con la cittadinanza, dire di avere sbagliato nel valutarlo, per poi presentare un candidato come Ambrosoli , che sconfitto di misura in regione potrebbe essere vincente a Milano.

Le idee chiare su come confrontarsi con queste prospettive per ora sembra averle solo la Lega Nord, che ha già scelto da tempo il suo candidato: Matteo Salvini. Purtroppo per i padani è nostra impressione, che abbiano pochissime possibilità di andare al ballottaggio con il candidato della sinistra e solo leggermente superiori di spuntarla nel caso ce la facesse. Il Carroccio non è mai stato forte in città come lo è in provincia. L’unica volta che riuscì ad imporsi sfruttando il particolare momento politico, ci regalò un sindaco (Formentini) di cui, nel bene e nel male, non si ricorda nulla di quanto ha fatto tanto immobile fu la sua amministrazione. Su Salvini inoltre pesa l’avere chiesto ai propri elettori di non votare la Moratti rendendosi pesantemente responsabile della vittoria di Pisapia cosa che sicuramente molti milanesi non gli hanno perdonato.

Più convincente, anche se non priva di controindicazioni, la quasi sicura candidatura di Maurizio Lupi, da parte del Nuovo Centro Destra. Candidatura che anche se non ufficializzata è come se lo fosse. Su Lui pesano la lunga assenza da Milano e dalla Lombardia a causa degli impegni romani, che non lo fanno riconoscere ai milanesi come uno di loro. Lupi è inoltre pesantemente segnato dall’avere contribuito a mantenere in vita il governo Letta oltre dal fare parte di quello attuale. Inoltre,  sostenere un Governo di sinistra con un gruppo di parlamentari che molti considerano dei traditori, non ha certo contribuito ad attirargli le simpatie degli elettori di centrodestra. Infine va considerato che Comunione e Liberazione presa da altri problemi non potrà dargli lo stesso forte appoggio  di cui era capace un tempo.  Nonostante questo, a fronte dei piccoli numeri di Fratelli d’Italia e delle scelte nebulose di Forza Italia – anche in assenza di primarie di centrodestra – il suo rimane il nome del più probabile avversario in un ballottaggio con il candidato di centrosinistra. L’unico per ora ad avere concrete possibilità di vittoria nel caso questa evenienza si concretizzasse.

Fratelli d’Italia non ha ancora ufficializzato il nome del suo candidato. E’ quasi certo che  si tratterà di Riccardo De Corato che quanto a impegno e conoscenza dei meccanismi che muovono Palazzo Marino non è probabilmente secondo a nessuno. Nonostante la simpatia che tali caratteristiche possono suscitare, pensiamo di non dire nulla di sorprendente se affermiamo che viste le percentuali  che vanta il partito in cui milita difficilmente sarà lui l’avversario del candidato di centrosinistra. Nell’ipotetico caso che ciò possa avvenire gli attribuiamo giusto qualche possibilità in meno di spuntarla rispetto a Lupi, perché il suo profilo spiccatamente di destra potrebbe indurre parte degli elettori moderati a non votarlo.

Non ci resta che parlare di Forza Italia il cui candidato attualmente non è dato conoscere. Certo, ci sono voci di corridoio,  nomi che girano, ma su nessuno di essi sembrano volersi sbilanciare né il partito né gli stessi nominati. Dal principale partito del centrodestra ci si aspettava almeno un ventaglio di nomi in segno di attenzione verso la capitale economica d’Italia. Invece niente. Non vogliamo nemmeno prendere in considerazione la possibilità che il silenzio nasconda l’intenzione di scaricare su Milano qualche trombato eccellente delle europee facendo pagare alla nostra città le scelte sbagliate della dirigenza forzista. Scartata questa possibilità, che sicuramente riceverebbe dai milanesi una sonora bocciatura, è più probabile che non sia ancora stata fatta una scelta perché sono troppi gli interessi in gioco e molti quelli che vorrebbero vedere inserito il proprio nome nella lista dei possibili candidati. Una lotta fra correnti amplificata dalla nascita dei club, che invece di avvicinare il partito ai cittadini, hanno offerto la possibilità a sempre più persone di vantare una “carica” andando a moltiplicare i gruppi di pressione e con essi la confusione. Inutile farla tanto lunga, in questo momento Forza Italia non ha un candidato e per sondarne le possibilità non possiamo fare altro che immaginarcelo. Proviamoci. Sono due i profili possibili: un trombato o paracadutato dall’alto, che dopo la promessa di premiare la militanza i milanesi non gradiranno dandogli giusto qualche possibilità in più di Salvini, oppure una persona ben radicata sul territorio con una lunga storia di militanza e impegno alle spalle, caratteristiche che potrebbero far salire le sue quotazioni al punto da metterlo al sicuro da eventuali colpi di coda della sinistra.

In conclusione, i giochi sono ancora lontani dall’essere fatti. Le possibilità della sinistra di mantenere il governo di Milano sono state solo minimamente intaccate. Il centrodestra è frammentato, esprime diversi candidati alcuni dei quali potrebbero risultare perdenti poiché, non possedendo la capacità di coalizzarsi propria della sinistra potrebbe non sostenerli in modo adeguato. Inoltre, la sua componente principale non ha ancora scelto un candidato  e potrebbe farlo quando sarà troppo tardi. Torniamo quindi da capo, in questo momento il punto di forza del centrodestra è Giuliano Pisapia, speriamo continui a lavorare per noi.

Otello Ruggeri per La Critica