MILANO. “TACI INFAME”. La Democrazia al tempi degli arancioni

Questo è l’epiteto rivolto dal’Assessore alle Politiche Sociali, Pierfrancesco Majorino (eletto nel PD) a Matteo Salvini, segretario della Lega Nord. Troviamo irrilevante riferirvi la questione che lo ha indotto a fare un simile affermazione, riteniamo che l’argomento centrale sia, il mancato rispetto per le istituzioni dimostrato da chi rappresentandole le ha offese scrivendola, ma vi sarà facile dedurlo dal contenuto del post pubblicato sulla bacheca Facebook di Majorino riprodotto qui di seguito:

Matteo Salvini è veramente un infame. Si è fatto un giretto elettorale in Stazione e si è accorto dei siriani. E chiede cosa fa il Comune. Lui. Ecco gente così stia zitta. Dal 18 ottobre abbiamo accolto 5000 persone. 1300 sono bambini. Lo abbiamo fatto con le associazioni e da soli. Senza che Regione e i due governi ci aiutassero. In queste ore stiamo accogliendo quasi 500 persone e diverse decine che non hanno trovato posto stanno comunque ricevendo assistenza (grazie ai volontari) in Centrale. Stiamo chiedendo la possibilità di allestire un posto permanente in Stazione, aggiuntivo.Chiediamo allo Stato di esistere e ai leghisti di tacere”.

Tre sono le considerazioni che ci sentiamo di fare in proposito.

 La prima e più evidente è: mai nella storia delle amministrazioni milanesi era successo che un assessore desse dell’infame, o rivolgesse un epiteto del genere a un appartenente all’opposizione. Una simile caduta di stile da la misura di quanto in poco conto siano tenute le più basilari norme di convivenza democratica da alcuni esponenti di una giunta, che sta facendo vivere a Milano uno dei momenti più tristi della sua storia.

La seconda: le associazioni di volontariato stanno sicuramente facendo quanto è nelle loro possibilità per aiutare i profughi, ma dire che non tutti sono stati accolti a dovere, perché non sono arrivati aiuti dal governo è falso. Esiste ampia documentazione che prova il contrario reperibile sul  sito del Ministero dell’Interno. A questo link in 111esima posizione (non per importo erogato) potete leggere a quanto ammontano i fondi assegnati alla nostra città per svolgere questo compito. E’ possibile che non siano sufficienti, ma non si può negare che esistono.

Terza ed ultima. Auspicare che Salvini e i leghisti tacciano è la negazione di uno dei principi su cui si fonda la Democrazia: la libertà d’espressione. Diritto sacrosanto cui tutti devono godere anche quando dicono cose che non sopportiamo, basta che non violino la legge. Rifletta l’assessore su quale prova di poca dimestichezza con la materia democratica abbia dato scrivendo quelle parole e magari la prossima volta conti fino a dieci prima di mettere le dita sulla tastiera.

 Otello Ruggeri per La Critica