MILANO, UNA GIUNTA DA COMMISSARIARE. Troppe le illegalità tollerate in città

Complice (ci auguriamo) il ponte del primo maggio, sono state poche le reazioni all’ennesima – ancorché annunciata – occupazione abusiva avvenuta in città. Nessuna da parte dalla giunta, cosa che non ci sorprende e giusto un paio da parte di rappresentanti dei partiti d’opposizione.

Riccardo De Corato, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, annuncia: “presenterò nelle prossime ore un dettagliato esposto alla Procura della Repubblica di Milano”.  Preoccupato per il disturbo e i disagi subiti per tutta la notte dai residenti, precisa: “L’occupazione era a conoscenza di tutti, era stata preannunciata e poi eseguita sotto gli occhi esterrefatti residenti”.

De Corato, ricorda quanto da lui più volte ribadito: “L’articolo 633 del codice penale recita testualmente; Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da euro 103 a euro 1032. Le pene si applicano congiuntamente, e si procede d’ufficio, se il fatto è commesso da più di cinque persone, di cui una palesemente armata, ovvero da più di dieci persone, anche senza armi. La Questura poteva procedere d’ufficio allo sgombero già da ieri sera, ci chiediamo quando e se lo farà”.

“E’ indegno per una città come Milano assistere all’ennesima occupazione abusiva – conclude De Corato –  nel silenzio di tutti coloro che hanno il dovere di intervenire, a cominciare dall’inerte Comune, come è stato definito in una recente sentenza del Tar della Lombardia sull’occupazione dello stabile in  piazza Stuparich dal Centro Sociale Il Cantiere“.

Prima di lui, grazie anche alla competenza territoriale, a prendere a cuore la situazione era stata Silvia Sardone, consigliere di Zona 2, quella dove è stata occupata la palazzina. Quasi immediata la denuncia che ha inviato agli organi di stampa: “E’ vergognoso che la città sia stata presa in ostaggio dai soliti facinorosi di estrema sinistra – ha scritto – ed è assurdo che sia stato consentito ai centri sociali di organizzare un’occupazione abusiva da tempo annunciata, anche online sui siti antagonisti”. Comunicato scritto nella speranza in un immediato intervento delle autorità in cui probabilmente nemmeno lei credeva e che ovviamente non c’è stato.

In seguito sono intervenuti anche  l’assessore regionale alla Casa e Pari opportunità Paola Bulbarelli, che rivolgendosi al Sindaco ha chiesto: “Se gli esponenti dei collettivi non se ne andranno da soli, in maniera pacifica e volontaria dovranno essere sgomberati dalla forza pubblica nel minor tempo possibile anche perché stanno arrecando grave disagio ad altri cittadini e questo non è tollerabile” e Luca Lepore (Lega Nord) che ribaditi gli stessi concetti dei suoi colleghi ha concluso con un laconico, ma realistico: “Questa è la Milano di Pisapia”.

Nessuno degli esponenti della giunta si è invece pronunciato, cosa che ha sollevato più di un dubbio negli osservatori, alcuni dei quali sono arrivati a supporre che il tacito assenso all’operazione dei collettivi, sia il prezzo pagato dagli arancioni per evitare avvenisse l’annunciato assalto alla Porta dell’Expo. Non siamo però qui per fare supposizioni, i fatti bastano e parlano abbastanza chiaro. Ci sono quasi trenta occupazioni in corso a Milano e per nessuna di esse il comune ha preso dei seri provvedimenti nonostante il TAR stesso lo abbia accusato di immobilismo chiedendo spiegazioni. Se anche come sostenuto la competenza degli sgomberi non toccasse al comune, dopo tre anni che subisce occupazioni ci si aspetterebbe che facesse il diavolo a quattro per sollecitare ad intervenire chi questa responsabilità la ha. Visto che ciò non accade è abbastanza scontato pensare che all’amministrazione Pisapia vada bene lo stato delle cose.

Nel quadro di illegalità cui è consentito agire a molti, mentre agli altri milanesi viene fatta pagare anche l’aria che respirano e imposte regole di ogni genere, si va ad inserire l’ultima denuncia fatta sempre da Riccardo De Corato: “Lo scorso fine marzo sul Naviglio Pavese è andato in scena il Bridge Festival. Durante questo evento alcuni writer sono stati pagati dal Comune per disegnare due ponti del naviglio, per una cifra enorme: 7 mila euro, 3.500 per ogni ponte. In pratica questi monumenti della città sono stati imbrattati, mascherando sotto il termine arte l’opera di un gruppo di graffitari. All’indomani, viste anche le proteste dei residenti, ho presentato un’interrogazione in Consiglio per sapere se, come ci era stato segnalato, uno di questi writer in passato fosse stato denunciato per imbrattamento”.

Conclude quindi con la sconcertante risposta ricevuta: “La risposta è arrivata solo negli scorsi giorni dall’assessore Granelli. Mi ha scritto che al momento su questa vicenda c’è un’indagine della magistratura e che non mi può dire di più perché la questione è coperta dal segreto istruttorio. Ma come, il Comune ha finanziato con soldi pubblici, denaro dei cittadini, un evento sul quale indagano i giudici? Palazzo Marino ha dato un incarico del genere a degli indagati? Chiederemo al Comune bloccare qualunque pagamento a favore di queste persone, finché non sarà fatta assoluta chiarezza sulla vicenda”.

In conclusione, a Milano vige una situazione di diffusa illegalità e mancato rispetto delle regole cui non si fa nulla per porre rimedio, si pagano indagati per deturpare la città, non si rispettano le sentenze e lo scontro sociale è stato esasperato fino a riportarlo ai livelli degli anni 70. Potremmo continuare l’elenco con  la lista delle controverse e controproducenti decisioni viabilistiche prese o con il disastroso bilancio comunale e molto altro ancora, ma quanto scritto ci sembra più che sufficiente per supporre che, se come sindaco avessimo Silvio Berlusconi la sinistra avrebbe chiesto l’intervento dell’esercito e l’istituzione di un tribunale speciale organizzato da Magistratura Democratica.

Noi non arriviamo a tanto, ma Milano non merita di essere offesa oltre. Sperare che qualcuno cominci a pensare seriamente di proporre il commissariamento di questa giunta ci sembra il minimo che può chiedere chi ama per davvero questa città.

Otello Ruggeri per La Critica