FATTI NOSTRUM. La UE ci lascia soli a soccorrere un continente alla deriva

Non sarò certo io a dire che vanno interrotte le missioni di soccorso dei migranti in mare, non ho nessuna intenzione di trovarmi sulla coscienza il peso di qualche migliaio di morti annegati. Una simile decisione sarebbe anche difficile da mettere in pratica. Solo mantenendo l’intera flotta in porto la si potrebbe realizzare, poiché qualsiasi marinaio, capitani compresi, non esiterebbe a disubbidire a un ordine che gli imponesse di non soccorrere dei naufraghi pur avendo possibilità di farlo. E’ la legge del mare, cui gli uomini d’onore che lo solcano si attengono, e che per loro ha un valore ben superiore dei desideri dei vari Maroni, Salvini e Gasparri. Fatta questa doverosa premessa, però, i “ma” si sprecano.

Prima di cominciare a elencarli va chiarito un concetto: fino a quando non saremo in grado di realizzare quel “aiutiamoli a casa loro” sbandierato per decenni dagli stessi che lo hanno reso impossibile, sostenendo le tante primavere arabe che hanno gettato nel caos una dozzina di nazioni, il flusso di migranti non si interromperà, e a noi non resterà altro da fare che soccorrerli. Quello che deve cambiare è la mancata condivisione da parte della Comunità Europea del carico di oneri e responsabilità, che il nostro paese è costretto ad assumersi da solo per risolvere un problema che investe l’intero continente.

Eccolo l’elenco dei “ma”. Gli immigrati vanno soccorsi, ma siamo un paese sull’orlo del collasso economico, che fatica ad aiutare i suoi cittadini,  sarà sempre più difficile fare accettare loro che tante risorse gli siano sottratte (o richieste) per destinarle a questo scopo. Gli immigrati vanno soccorsi, ma il loro numero è sempre più elevato e non arrivando in modo progressivo, per di più in un momento di crisi economica, non  si inseriranno mai nel tessuto sociale. Gli immigrati vanno soccorsi, ma non avendo modo di ospitarli, assisterli e dare loro un occupazione, ne perdiamo ben presto il controllo lasciando si disperdono sul territorio nazionale dove si procurano di che sopravvivere nell’unico modo che gli è possibile: delinquendo. Gli immigrati vanno soccorsi, ma non c’è più spazio dove metterli: i centri d’accoglienza e riconoscimento sono al collasso, la Sicilia è al collasso e presto lo sarà anche il resto del paese, non possiamo rischiare che si inneschi uno scontro per la sopravvivenza fra italiani e stranieri.

Ho letto di molti che hanno enfatizzato e criticato le decisioni protezionistiche messe in atto, in particolare, da Inghilterra e Germania. Sarebbe forse meglio concentrarsi su quelle che il nostro governo non prende e su quanto non fa per fare valere i nostri diritti in sede Europea. Matteo Renzi si è presentato dicendo che era sua intenzione stare in Europa a testa alta, da pari fra pari, conscio dell’importanza che il nostro paese ha nella comunità.

E’ arrivato  il momento che faccia seguire alle parole i fatti, e spieghi ai partner europei che, se non si decidono a darci al più presto supporto militare, logistico (accogliendo parte di quelli che arrivano) ed economico, il rischio non è che noi si smetta di aiutare i migranti, bensì che non si riesca più a farlo e si spalanchino le porte a un invasione incontrollata, di cui poi i signori di Bruxelles saranno loro malgrado costretti ad occuparsi.

Otello Ruggeri per La Critica