MILANO, GIUNTA IMMOBILE CON QUELLI CHE OCCUPANO E DANNEGGIANO. Ma per chi dissente partono le denunce

Ora che la giunta arancione ha gettato la maschera, mostrando il volto rosso che vi si nascondeva dietro, ci chiediamo quando toccherà anche alla stampa (noi compresi) essere fatta oggetto di attenzioni giudiziarie se si dissente con le decisioni prese da Palazzo Marino.

Scatenare una battaglia legale contro un gruppo di cittadini e commercianti che chiedevano semplicemente un confronto su un progetto giudicato inutile, dannoso e troppo costoso, per il solo ritenere offensivo il modo in cui si sono espressi, è inaccettabile da parte di chi da tre anni a questa parte guarda i partecipanti delle manifestazioni che autorizza distruggere la città, e lascia che si occupino stabili comunali senza mai sporgere una denuncia.

Una reazione sproporzionata annunciata dall’assessore Maran al teatro Elfo Puccini durante la presentazione del progetto di videosorveglianza per corso Buenos Aires. Una decisione espressa rispondendo al Presidente di AssComm Porta Venezia Luca Longo, che sollecitava un incontro sui lavori che interesseranno viale Tunisia, sentendosi rispondere: “Intanto ci vedremo in tribunale perché abbiamo visto il volantino che avete fatto e vi abbiamo denunciato”.

Basito Longo, che ha spiegato: “Con il volantino l’associazione ha preso posizione contro i lavori per la pista ciclabile, perché per noi il costo dell’opera è fuori mercato e danneggerà le attività – e ancora – la risposta rappresenta l’espressione di chi cerca di zittire o censurare chi vuol far sentire la propria voce perché la pensa in maniera diversa”. Basiti noi e tutti gli osservatori, per l’eccessivo accanimento mostrato nei confronti di un associazione nota, fra le altre cose, per l’impegno nella lotta contro la mafia.

Che fine ha fatto la politica delle decisioni “condivise”, parola cui amano riempirsi la bocca i componenti della giunta Pisapia? Probabilmente non è mai esistita. Come sottolineato da Gabriel Meghnagi, consigliere di Confcommercio Milano: “Se si fossero programmati dei colloqui con commercianti e residenti per confrontarsi non saremmo arrivati a questo punto. Ci auguriamo che in futuro si possa dialogare con il Comune prima che siano stati appaltati i lavori”.

Fino a quando i cittadini hanno subito supinamente, agli arancioni bastava fare credere che li avevano consultati per tramite di associazioni amiche e consigli di zona compiacenti, ma ora che sempre più milanesi stanno prendendo coscienza del disegno di snaturalizzazione della nostra città che è in corso, per zittire quelli che si ribellano, si è rapidamente passati dai colpi di maggioranza alle carte bollate.

Sarà a causa di questo sempre più serpeggiante malumore nei confronti della giunta e del consenso sempre più striminzito di cui gode, che negli ultimi mesi si è notata un accelerazione nei provvedimenti presi. E’ evidente il tentativo di imporre il più possibile prima che le proteste non siano più contenibili. Così, via con la pedonalizzazione di piazza Castello, di Viale Pasubio, di Viale Monte Grappa, di parte di viale Tunisia, a nuove domeniche a piedi, alle linee blu… sempre più parti della città sottratte a chi rinuncia a frequentarle, perché vorrebbe decidere liberamente in che modo raggiungerle. Il tutto ovviamente a scapito dei commercianti.

E’ bene che  Maran si renda conto che  oramai il re è nudo, sono sempre più quelli che hanno visto il vero aspetto suo e dei suoi colleghi, per 200 che ne ha zittiti ce ne sono già molti di più pronti a porre le loro stesse domande. Troppi per denunciarli tutti, è arrivato il momento che a Milano e ai milanesi dia delle risposte, sono tre anni che aspettiamo lo faccia.

Otello Ruggeri per La Critica