MILANO, LA GIUNTA DIMENTICA LA PARITA’ DI GENERE. Secondo gli arancioni per i musulmani non vale e le donne la dovranno subire

La domanda che tutti dovrebbero porsi è: com’è possibile che una giunta autoproclamatasi paladina delle minoranze e sempre in prima fila nel sostenere la parità di genere, stia agevolando l’edificazione di un luogo in cui le donne non saranno ammesse?

Qualcuno dovrebbe ricordare a Pisapia, ai suoi assessori e a tutti i loro sostenitori, che il nostro è uno Stato laico in cui a nessuna religione, nemmeno a quella cattolica, è consentito assumere comportamenti contrari alle leggi dello Stato e alla sua Costituzione. L’accesso riservato agli appartenenti di un solo sesso in Italia sussiste solo in qualche anacronistico club privato, dove vige l’obbligo del tesseramento e deve essere sito in uno spazio privato, ma non può certo essere applicato in un edificio pubblico quale sicuramente è un luogo di culto.

Una discriminazione nei confronti delle donne, non può essere giustificata dalla necessità di accogliere adeguatamente i visitatori musulmani di Expo 2015. A stupire sono le donne che abbondano fra progressisti, arancioni e sinistre varie: possibile che da nessuna di loro si levi una voce di protesta per la violazione dei loro diritti che si vorrebbe realizzare?

Torniamo sul discorso già affrontato ieri sul bene e sul male, che non possono confondersi ma devono rimanere sempre ben distinti. Come per difendere i diritti violati dei nostri Marò eravamo disposti a rinunciare all’apporto economico che la presenza dell’India porterà ad Expo, in eguale maniera siamo pronti a rinunciare alla presenza di tutti quei paesi e di quei musulmani, che non intendono rispettare le nostre regole, e di conseguenza i diritti delle donne.

Il nostro pensiero su questa vicenda può essere riassunto nelle poche parole, che pronunciò un giorno una grande donna di cui è stata di recente celebrata la memoria: Margarete Thatcher.

“O ci terremo in piedi sui principi, o non staremo in piedi affatto”

Otello Ruggeri per La ritica