MILANO, ABUSIVI IN VIA TOMMEI. Inquilini costretti a stare di ronda. Non diventi come via Bolla

Si è aperto un nuovo scenario sul fronte delle occupazione abusive di appartamenti popolari, a segnalarcelo sono stati gli inquilini degli stabili Aler siti in via Tommei ai civici 2, 3 e 8.

A contattarci è stato Giulio Perrotta, un residente del posto che si è assunto l’incarico di organizzare le iniziative di “difesa” dei palazzi. “Alcune sere fa, mentre mi trovavo ospite di mia figlia a Crema – racconta Perrotta – sono stato chiamato da una vicina di casa che mi ha avvisato di un tentativo di intrusione nel mio appartamento da parte di un gruppo di persone che intendevano occuparlo”.

La scelta di una casa abitata denota che fortunatamente non esiste ancora un racket che si occupi di monitorare la situazione, ma che gli aspiranti abusivi vadano per tentativi. Prosegue quindi Perrotta: “Mi sono subito precipitato a Milano. Una volta arrivato ho trovato gli altri inquilini che presidiavano i palazzi con ronde di due persone per scala per impedire che gli zingari occupassero qualche appartamento”.

Sorge spontaneo chiedersi se le istituzioni sono intervenute in aiuto dei residenti. A rispondere è ancora Perrotta: “In seguito alle nostre segnalazioni è intervenuta la Polizia che però oltre a passare più di frequente nei dintorni non può fare nulla, non spetta certo alle forze dell’ordine presidiare le nostre scale. – poi prosegue – Siamo molto preoccupati, nella sola scala F ci sono stati quattro tentativi di intrusione sempre respinti dagli inquilini, ma non possiamo farci carico noi della sicurezza con il rischio di farci del male o prendere qualche denuncia”.

Poi conclude: “Mi è stato chiesto di occuparmi di stilare una petizione e di avviare qualsiasi procedura possa sollecitare le istituzioni a porre rimedio a questa situazione, non sapendo come fare ho pensato di rivolgermi a voi per avere qualche suggerimento e dare visibilità alla cosa”. Ovviamente abbiamo subito accolto la sua richiesta di aiuto contattando tutti i politici milanesi con cui abbiamo maggiore confidenza per segnalare la situazione. Alcuni di essi ci hanno promesso che interverranno nel più breve tempo possibile e conoscendoli non abbiamo motivo di dubitare che sarà così. Contiamo sia lo stesso Perrota ad informarci appena si faranno vivi.

Per quanto la cosa possa lusingarci, spiace che un cittadino nel momento del bisogno abbia pensato di rivolgersi a noi piuttosto che ai suoi naturali referenti, cioè: i componenti del consiglio di zona. Che la maggioranza in questi casi si sia chiamata quasi sempre fuori scaricando le responsabilità su altri è noto a tutti, come lo è la vicinanza dei nostri amministratore più agli occupanti che agli occupati, ma ci saremmo aspettati che il pensiero dei cittadini si fosse rivolto verso qualche consigliere d’opposizione particolarmente attivo in zona. Ci informeremo se ce ne sono per segnalare anche a loro il problema.

Per intanto contiamo che grazie all’aiuto di quelli che si sono impegnati ad intervenire la cosa si risolva a breve, a Milano c’è già una “via Bolla” ed è più che sufficiente.

Nel pomeriggio per scrupolo ci siamo recati a fare un sopralluogo nel corso del quale abbiamo raccolto la testimonianza di un’altro inquilino, che preferisce non essere nominato: “Quello è lo stabile di  Via Tommei 1 – indicandolo – è li che abita il signor Perrotta, ed è sempre da lì che gli inquilini hanno respinto quattro tentativi di intrusione. In quelle occasioni la Polizia non poté intervenire perché erano presenti donne e bambini, cosa che costrinse gli abitanti a fare da se. Un piccolo presidio di inquilini consente di tenere la situazione sotto controllo ma non so per quanto tempo ce la faranno… pensi che quando Perrotta fu costretto a rientrare di corsa da Cremona trovò  un gruppetto di zingari che sostavano sotto casa sua (Piano terra ndr) con un borsone probabilmente con materiale da scasso, al suo arrivo si dileguarono, fece appena in tempo a intervenire perché avevano già spalancato porte e finestre”.

Continuando  a parlare si è poi diretto verso a un altro palazzo: “ Il fatto sconcertante è che occupano, o tentano di farlo, anche appartamenti assegnati ma momentaneamente vuoti. –  inizia poi a descrivere la situazione di Via Tommei 2 – Qui si contano almeno 7 famiglie rom che hanno occupato. Non abbiamo la certezza del numero in quanto la portinaia è poco collaborativa. Le occupazioni sono iniziate proprio da qui dopo che è stato assegnato un alloggio a una famiglia rom”.

Abbiamo quindi percorso ancora qualche decina di metri verso il civico 3:  “Questo è lo stabile più occupato. Una volta ci sono entrato e ho parlato con un paio di anziani mi hanno detto poco per paura di ritorsioni, ma nel frattempo  ho visto un appartamento aperto che era stato appena  occupato. Ogni scala ha 2 o 3 famiglie di occupanti. Qui non vi è portineria e il portone d accesso è sempre aperto”. Proprio mentre parlavamo alcuni rom scaricavano mobili da un furgone e li portavano dentro al palazzo.

Abbiamo terminato la passeggiata in via  Tommei 8: “Qui pur non essendoci la portinaia sono stati capaci di respingere i tentativi di occupazione. Questo stabile è d’elite  in quanto, nelle mansarde, ospita una residenza universitaria. Come puoi notare davanti ad ogni edificio un auto o bulgara o romena a presidio”.

Confermiamo la presenza di queste auto di cui abbiamo anche le foto, probabilmente i proprietari fanno da “pali” pronti a segnalare gli appartamenti che si liberano o ad occuparli loro stessi. Insomma c’è poco da scoprire. Forza consiglieri, datevi da fare i cittadini vi aspettano.

Otello Ruggeri