Milano, se solo la riapertura dei Navigli diventasse realtà…

Settimana scorsa c’eravamo lasciati con la promessa di parlare dei progetti di riapertura dei navigli. Fatta la cernita fra tutti quelli – anche i più fantasiosi – presentati negli ultimi decenni, due sono quelli che possono essere considerati seri e che in qualche modo hanno delle prospettive concrete per il futuro almeno sul piano progettuale.

nav3Il primo è quello lo studio commissionato il 13 giugno 2013, dal Comune di Milano al Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico, il cui oggetto è: verificare la fattibilità di una riapertura completa dei Navigli milanesi (Martesana, Cerchia interna, Naviglio di via Vallone, Conca di Varenna, Darsena) che comprenda anche la possibilità di riattivarne la navigazione lungo tutti i tracciati.

A ulteriore garanzia della serietà del lavoro svolto, ci sono la collaborazione dell’Università Bocconi, l’Università di Pavia, l’Istituto dei Navigli, alcune aziende come Amat, A2A, Metropolitana Milanese ed Enel, oltre a numerosi tecnici, studiosi e professionisti.

Secondo le previsioni i risultati dello studio saranno presentati ai cittadini entro il 31 dicembre 2013. Li attendiamo con una certa trepidazione perché, vista l’attendibilità di chi lo avrà realizzato, da esso deriverà la possibilità che quanto auspichiamo sia fatto e le linee guida da seguire per completare l’opera. Sui tempi è inutile interrogarsi, la congiuntura economica non gioca in favore di un ente pubblico che voglia intraprendere una così radicale trasformazione della città valendosi solo dei propri mezzi, solo l’intervento di sponsor potrebbe abbreviare i tempi e permettere di rivedere i navigli aperti in un periodo accettabile.

nav4Il secondo non è un progetto ma un associazione:l’Associazione Riaprire i Navigli(www.riaprireinavigli.it), che da anni si è posta l’obbiettivo di promuovere la riapertura e la ricostruzione dei Navigli, coinvolgendo dal punto di vista tecnico e culturale tutti coloro che si riconoscono in questi scopi. Per farlo promuove iniziative culturali, di documentazione e di ricerca, gruppi di lavoro e di studio, comitati per la realizzazione e l’approfondimento del progetto. Organizza convegni, riunioni e assemblee, manifestazioni, mostre, sondaggi di opinione, inchieste e seminari. Collabora con università e istituzioni culturali, associazioni, enti e istituti e le Amministrazioni locali. Promuove iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica su ogni problematica connessa alla realizzazione dell’opera, raccolte di firme per proporre leggi d’iniziativa popolare, referendum e petizioni connesse alla Riapertura dei navigli. Predispone centri di documentazione al servizio dei soci e dei cittadini e diffonde la conoscenza di Milano-Città d’Acqua e dei suoi Navigli, attraverso libri, testi e siti web. Infine, ma fondamentale, riunisce intorno a se tutti i possibili finanziatori del futuro progetto.

Tanta roba direte voi, ma, per avere la conferma della bontà del lavoro svolto, basta fare scorrere l’home page del sito per vedere il numero impressionante d’iniziative realizzate in passato e previste per il futuro.

Ovviamente l’Associazione è anche in contatto con chi sta realizzando lo studio commissionato dal Comune, cosa che fa ben sperare per il futuro, poiché l’unione fra grandi chi ha grandi capacità progettuali e chi dispone di appoggi economici consistenti potrebbe portare a frutti insperati grazie anche all’appoggio delle istituzioni e della popolazione di cui godono queste due soggetti.

Ci piace credere che rivedere scorrere le acque dei navigli per Milano non sia un obiettivo così lontano come la realtà ci imporrebbe di credere. Intanto, in attesa che tutto ciò si realizzi, chi ama Milano quanto noi, e gli piace sognarla com’era un tempo, può visitare l’interessante sito dell’Associazione Riaprire i Navigli trovandovi splendido materiale fotografico storico, consigli di lettura e molte iniziative interessanti cui partecipare.

Otello Ruggeri per Milano Post