Milano, l’Ottobre di Pisapia e un consiglio che viene dal cuore

Quando il direttore mi ha chiesto di scrivere un articolo per dire che cosa farei io se fossi nei panni di Pisapia, in questo primo giorno della settimana e con tutto il mese di Ottobre davanti, ho pensato che ci tenesse veramente molto a farmi allestire un pezzo su com’è la vita all’interno delle patrie galere.

Istintivamente avrei iniziato con il dire che, fossi in Pisapia, comincerei Ottobre con lo smettere di andare avanti lo stesso, sempre e comunque, a prescindere dall’opinione degli altri, compresa quella dei giudici. Non mi andava però di essere superficiale, ce ne sono già a sufficienza di soloni che pensano di avere la soluzione dei problemi nella loro tastiera. Io non sono così presuntuoso ed arrogante da pensare di sapere come si amministra una grande città, credo però di avere abbastanza buon senso da capire che cosa non funziona, sopratutto se le pecche sono così macroscopiche da non potere fare a meno di dovercisi confrontare ogni giorno.

La prima cosa che mi salta all’occhio è il grave stato di insicurezza in cui versa la città, negarlo è inutile, sopratutto dopo che il Viminale ha certificato che Milano è la città meno sicura d’Italia… ma a noi che ci viviamo non serviva questo per saperlo. Vedo poi che i mezzi pubblici non sono stati adeguati alle limitazioni del traffico adottate, che di piste ciclabili non se ne fanno, che il sociale traballa e spesso ad esserne colpiti sono bambini e anziani… insomma le cose che non vanno sono tante.

È vero, nessuno ha la bacchetta magica, ma sostituirla con una mazza da demolitore non mi sembra un idea azzeccata. Questa giunta di Milano dalla precedente ha ereditato cose da fare, altre che andavano male e alcune che andavano decisamente bene. Viene da chiedersi perché dia l’impressione di accanirsi in particolare contro queste ultime. Ma non voglio lanciare accuse, il tema di questo articolo era essere propositivi, quindi, nello spirito umile con cui ho iniziato a scrivere, mi permetto di dare al sindaco solo un suggerimento: ami questa città, tutta, e tutti i suoi cittadini.

La smetta di rappresentare solo gli appartenenti la parte politica per cui è stato eletto e le loro richieste, sia il sindaco di tutti come le imporrebbe di fare il suo mandato, e ha lei stesso promesso dopo essere stato eletto. Vedrà che le cose le saranno più facili, e riusciranno molto meglio. Soprattutto però glielo ripeto, ami Milano: per chi lo fa da sempre, questo è il migliore suggerimento che le si può dare.

Otello Ruggeri per Milano Post