Giovedì per Milano, si è trattato di un flop

Oramai a Milano alcuni provvedimenti della giunta Pisapia vengono sbandierati come una panacea, che quasi sempre si rivela inutile o molto meno efficace di quanto era stato annunciato.

Così è stato anche per il primo dei “Giovedì per Milano”. I membri della giunta erano probabilmente  gli unici, a pensare che anticipare la sospensione serale di area C di un’ora potesse risollevare le sorti dei commercianti pesantemente danneggiati da questo provvedimento.

A tutti gli altri era invece chiaro che a metà settimana la gente uscita dal lavoro non avesse nessuna voglia di andare in centro a fare compere, e che gli unici che ne avrebbero tratto giovamento sarebbero stati i residenti in centro che, per una volta, hanno potuto rientrare a casa in anticipo rispetto all’esilio forzato cui sono costretti per tutta la settimana da quando li amministra Pisapia.

Il centro è rimasto sostanzialmente cupo e deserto come è diventato da quando è in vigore Area C, a confermarlo sono state – fra le altre – le parole di Alessandro Prisco, presidente di AscoDuomo che ha dichiarato “Prevedevo un sicuro insuccesso e così è stato: il deserto”.

Le nostre considerazioni però lascerebbero il tempo che trovano, se non fossero supportate dai dati: tra le 18 e le 19.30 di giovedì sono entrate nei Bastioni 2.750 vetture in più rispetto a mercoledì. Ma il picco toccato prima delle 19.30 è stato ampiamente compensato dal calo registrato poi. La serie storica di Area C dimostra che, dopo le 19.30, nei giorni di ticket pieno, entrano 11 mila veicoli; questa quota di traffico abituale, ieri, si è ridotta a 7 mila unità. Alla fine, nonostante l’ora e mezza di gratuità concessa dal Comune, il volume complessivo di auto tra le 7.30 e le 19.30 (96.556 accessi) è risultato persino inferiore rispetto a quello rilevato mercoledì: lo scarto è dell’uno per cento.

Povera Milano, insomma.

Otello Ruggeri per Milano Post