Il Mondo OGGI: decine di persone muoiono per una vignetta o per un film

C’è satira e satira. C’è quella pungente dei guitti politici, che la usano nel tentativo di ridicolizzare gli avversari: è una satira facile, a rischio zero e quasi sempre molto ben pagata. Poi c’è la satira che mette in gioco – inevitabilmente – valori quali la libertà di espressione.

Il senso delle vignette pubblicate su Charlie Hebdo (che già da queste colonne abbiamo definito sciocche, oltre che incendiarie) è comunque anche questo, come riassunto in quanto recentemente scritto su una bacheca di Facebook: “Qui in occidente continueremo a mettere nei film quel che ci pare”.

E’ paradossale che, da un lato, lasciamo che un’orda di barbari (perché così dobbiamo definire chi ha causato, solo ieri, la morte di più di 20 persone in Pakistan) metta a ferro e fuoco le strade di mezzo mondo per delle vignette o un film idiota e dal basso valore artistico come “L’innocenza dei Musulmani”, e però, dall’altro, diamo il premio speciale della giuria a “Paradise Faith” dove è rappresentata una scena di masturbazione con il Crocifisso.

Allora dobbiamo scegliere se fare i pagliacci prezzolati dai potenti, o schierarci al fianco di chi cerca di svegliare la coscienza della gente con la forza di un sorriso: anche se, in questa scelta, è insito il rischio di dovere accettare che qualche volta siano i nostri valori ad essere derisi.

Non siamo un giornale satirico, la nostra vicinanza al diritto d’esprimersi di chi fa film o vignette – di cui in realtà non apprezziamo per niente il contenuto – non può che essere morale. Ma ferma è invece – e dev’essere – la condanna verso chi brucia, distrugge e uccide, per loro non deve esserci nessun margine di comprensione, vanno combattuti con tutti i mezzi che la nostra società ci mette a disposizione: noi che abbiamo un’unica arma, “la una penna” con cui scriviamo, pensiamo che il modo migliore di usarla sia esortarvi ad essere coraggiosi e pronti a difendere la vostra libertà, i vostri diritti, i valori e le tradizioni che hanno reso possibile scrivere la parola “civiltà” davanti ad “occidentale”.

Otello Ruggeri per Milano Post